OSPEDALE
Ancora code e disagi al Pronto soccorso
Attese di 45 minuti per i mezzi dell'assistenza pubblica in arrivo dalla provincia e mancanza di personale infermieristico al pronto soccorso. Risultato: lunghe attese per triage e visite. Sono queste le proteste sollevate dal presidente dell'Assistenza Pubblica di Pellegrino Parmense e dal sindacato Fials (federazione italiana autonomie locali e sanità) sulla importante struttura del Maggiore di Parma.
Secondo quanto denuncia Giuseppe Carpena, presidente della Pubblica del comune parmense, «dai volontari di ambulanza delle nostre associazioni che arrivano a Parma viene denunciata un'attesa di 45 minuti. Questo denota una situazione caotica che non rispetta la priorità di ripristino e di impiego dei mezzi sui territori per le attività di emergenza urgenza per cui sono strutturati e convenzionati gli equipaggi del volontariato».
Il sindacato Fials, federazione italiana autonomie locali e sanità, sottolinea invece come «si utilizzi un infermiere di triage» per «un'ambulanza dedicata per i trasporti intraospedalieri».
Da questo code e lunghe attese per accedere al pronto soccorso. «In questo periodo si vive una situazione di sovraffollamento del Pronto soccorso legata all'epidemia influenzale, ma negli ultimi dieci giorni si è evidenziato un rallentamento consistente nella diffusione epidemica e nella relativa pressione sul pronto soccorso», risponde Massimo Fabi, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, ma «la situazione è in miglioramento» grazie anche «all'attivazione del Cau sul distretto di Parma che ha consentito di ridurre in maniera significativa il carico assistenziale sul pronto soccorso. Si è passati infatti da 210-220 accessi agli attuali 140-150».
«Per quanto attiene alla funzione di triage - aggiunge Fabi - non c'è stata nessuna riduzione della presenza infermieristica e anche nel caso citato dal sindacato si è trattato di un episodio di necessità per garantire un trasporto con copertura infermieristica che è stato possibile in quel momento grazie ad una relativa tranquillità di gestione del triage, ma garantendo comunque all'interno degli emicicli del pronto soccorso un infermiere formato attivabile in caso di necessità. Questo è l'unico caso successo nei giorni scorsi».
Per quanto riguarda il caso dall'assistenza pubblica, conclude Fabi, «ci riserviamo di verificare la situazione anche se non risultano tempi di attesa così lunghi. Ma ci riserviamo ulteriori verifiche».
Giuseppe Milano