Diversi episodi nella zona di via Bixio
Ragazzini rapinati dal branco dopo la scuola
«Circondano le loro vittime, gli ordinano di consegnare i soldi e se serve, per essere più convincenti, li spintonano. E visto che queste aggressioni vanno avanti da parecchio tempo probabilmente si sono persuasi che nessuno intervenga, che possano continuare ad agire indisturbati».
A parlare è il padre di un ragazzo di quindici anni che, di recente, si è trovato davanti quella banda di coetanei che viaggiano in gruppo e fanno la faccia dura. Convinti che gli altri ragazzi che incontrano per strada siano, in pratica, dei bancomat da cui prelevare denaro. Senza sforzo e usando le minacce come pin.
Di questi episodi, secondo quanto ricostruito, dall'inizio dell'anno scolastico ne sono avvenuti diversi e per la gran parte si sarebbero concentrati nella fascia oraria intorno alla fine delle lezioni soprattutto nella zona compresa tra via Bixio e piazzale Barbieri. Quella in cui, visto il gran numero di istituti scolastici, si trovano a passare centinaia di giovanissimi.
«Anche mio figlio ha vissuto questa brutta esperienza - prosegue il genitore comprensibilmente preoccupato -. E' stato avvicinato, circondato e gli è stato prelevato il portafoglio: ma non aveva denaro con se e quindi gli è stato restituito l'oggetto». Ma altri sono stati meno fortunati: nell'ultimo caso denunciato, di cui sono stati informati anche i carabinieri di un paese della provincia, la vittima si è vista sfilare il portafoglio con 25 euro e pure i documenti. E i rapinatori in erba lo avrebbero anche spintonato.
Ma chi sono i responsabili di questi agguati? Secondo le giovanissime vittime si tratta, più o meno, di loro coetanei che, a loro volta, escono da altri istituti scolastici. E che sanno benissimo che la forza del branco permette loro di vincere su chi si trova solo, circondato e spaventato.
«Secondo il racconto di mio figlio sono ragazzi che parlano perfettamente in italiano ma che dai lineamenti potrebbero essere di origine nordafricana. L'aspetto e l'atteggiamento è quello di studenti e l'età non è molto diversa da quelle delle loro vittime».
Insomma, inutile invocare le gesta di bande di malavitosi: qui sono, con ogni probabilità, ragazzi che si sentono forti. E che hanno capito che molti non denunciano neppure.
«Ma questo non rende la situazione meno preoccupante - prosegue un genitore. - Uno degli ultimi ad essere rapinato è rimasto molto scosso: lui oltre allo choc dell'evento in se ora si trova a fare i conti con il disagio di chi si accusa di non aver saputo reagire. In lui ora cova la rabbia». E questa è una pessima consigliera.
Finora, infatti, nessuno si è fatto male e le rapine - che di quello si tratta, anche se il bottino è di pochi euro - non hanno visto l'uso di vera violenza. Ma il timore è che prima o poi qualcuno invece di cedere provi ad opporsi con la forza. Il prezzo potrebbe essere più pesante della paghetta di un adolescente fatta sparire.
«Confidiamo ora che si prendano provvedimenti», è la conclusione. Anche perché l'anno scolastico è ancora lungo. E troppi ragazzi, uscendo da scuola, si guardano intorno con timore. Un tempo era il momento migliore, quando le lezioni erano finalmente finite: adesso invece si ha paura di trovarsi faccia a faccia col branco.