LUTTO
Bardi perde la simpatia di Pina, attrice dialettale e storica bidella
Bardi È stata la bidella di tante e tanti adolescenti di Bardi, accogliente, scherzosa, il sorriso sempre sulle labbra, e ha fatto sorridere anche come attrice comica nella Piccola Ribalta bardigiana accanto ad amiche e amici amanti del teatro dialettale e della buona compagnia. Quella di Giuseppa Arata, che a Bardi era conosciuta come la Pina, è stata una vita longeva che ha superato i 95 anni e ha ceduto il testimone a un bisnipote nato domenica scorsa. Una vita serena nonostante la perdita, a quarantuno anni, del marito Gino che ne aveva 44. Cresciuta nel borgo antico, in via San Francesco, Pina era figlia di Rosa Marzolini e di uno dei «mitici» postini di Bardi, Angelo «Lino» Arata, nato nel castello, e sorella di Giovanni, Maria e Carlino che da grande ereditò la cartella del padre. Pina aveva sposato Gino Ghelfi, membro di una famiglia originaria della Lunigiana, che gestiva il Consorzio agrario di Bardi.
Là i due coniugi lavoravano insieme. Un triste giorno del 1969 Gino morì volando giù da un ponte con il camioncino della ditta e Pina rimase sola a crescere una bambina di quattro anni, Mirella, e un bambino di otto, Franco. Non si perse d’animo. Lasciato il Consorzio lavorò qualche tempo a Varsi come bidella alle scuole elementari e poi fu trasferita a Bardi al distaccamento dell’Istituto tecnico Giordani dove rimase fino alla pensione. «È stata una mamma sempre presente, affettuosa, disponibile, muoveva mari e monti per aiutarci, e così ha fatto con i nostri figli. Nonostante quello che è successo è riuscita a vivere una vita serena», racconta la figlia Mirella, che aggiunge: «Il teatro dialettale è stato per lei come una terapia». La nipote Elisabetta, figlia di Carlino, la ricorda come «una zia fantastica, sempre sorridente fino alle ultime volte in cui l’abbiamo vista al bar da mio fratello Paolo». Per Giuseppe Conti, direttore del Centro studi Valle del Ceno, «Pina è parte di una Bardi che sta scomparendo. Amava il dialetto, ricordo le sue battute e le commedie a cui partecipava che raccontavano le storie del nostro paese». L’autore dei testi era un altro bardigiano «del sasso», Mario Faccini, regista Bruno Rabaiotti, che viveva stabilmente all’Hotel Pavone. E poi compagne di recitazione all’altezza della Pina come la Marianna Boccacci. Ma non solo teatro. Pina, grande bontà d’animo e competenze da chef, si trovava a casa dell’una o dell’altra amica a produrre insieme tortelli di erbette e torte salate per i «vecchietti», così erano chiamati gli ospiti della Casa di Riposo Villa Mater Gratiae. Anche alle feste paesane era in prima fila ad aiutare.
Oggi alle 15 i funerali nella chiesa parrocchiale di Bardi.
Laura Caffagnini