Festa con Damiano Carrara
Gianni Castaldini: «20 anni di Euro Torri: i segreti del successo. Il centro storico? Se non si aiuta si alimenta la delinquenza»
Gianni Castaldini, un grande orgoglio festeggiare i primi vent'anni dell'Euro Torri?
«Sì, sono molto orgoglioso - risponde il presidente dell'Euro Torri Gianni Castaldini -: sarà una festa della città. Domani alle 17 verrà lo chef Damiano Carrara con le sue specialità dolciarie».
Un centro commerciale che sin dai primi passi ha manifestato la volontà di essere tutt'uno con il territorio?
«Nel tempo l'Euro Torri si è compattato con tutta Parma. Non siamo un centro commerciale di quartiere, ma un centro commerciale cittadino. E dopo vent'anni di vita posso confermare che è stata davvero una bella esperienza, voluta dal sottoscritto dopo la piacevole avventura del Centro Torri, che invece quest'anno compie ben 36 anni. Con l'Euro Torri avevo intenzione di consolidare un comparto commerciale: in questi 20 anni abbiamo "viaggiato" tanto, merito anche della preziosa collaborazione del direttore Andrea Benecchi. E credo che la scelta di far nascere l'Euro Torri al fianco del Centro Torri sia stata vincente».
Un centro commerciale che ha sempre avuto una sua identità?
«Certo, con i suoi 50 negozi, i cinque bar e i due grandi spazi MediaWord e Bricocenter. In tutto, una superficie di circa 20 mila metri quadrati coperti: a livello nazionale un medio centro commerciale. Se poi si aggiunge il Centro Torri, le due strutture insieme vantano 100 negozi, un ipermercato e tre media esercizi. L'Euro Torri sin da subito si è posizionato con un'offerta diversa del Centro Torri, proprio perché non essendoci presente un ipermercato il target dell'utenza si è diversificato. E l'idea è stata promossa, prima di tutto perché in questo modo i due centri potevano crescere parallelamente in modo complementare senza farsi concorrenza».
Dopo vent'anni l'Euro Torri oltre che essere funzionale è ancora bello: piace molto a famiglie, anziani e anche ai giovani?
«L'Euro Torri nasce da un progetto di Aurelio e Isotta Cortesi e il suo torrione è ancora in bella vista, un faro sulla tangenziale, così come conquista ancora l'architettura del Centro Torri, il cui progetto è stato firmato da Aldo Rossi con le sue dieci torri: sei alte 24 metri e quattro 18 metri. E oltre alle famiglie, abbiamo anche un gran numero di giovani che frequentano il centro commerciale: merito degli operatori e della loro innovazione spinta verso un modo di concepire il centro commerciale anche come punto di incontro».
Per cui la personalità dei commercianti è molto importante?
«All'Euro Torri i commercianti hanno potuto esprimere al meglio le loro capacità e la fortuna del centro è data dai contributi di innovazione commerciale che sono stati portati avanti dagli stessi gestori dei negozi: ognuno ci ha messo del suo. Così anche per il Centro Torri: si è cercato di ottenere il meglio di tutti».
Tutto è iniziato nei primi anni Ottanta?
«Il Comune aveva dato il permesso per costruire due centri commerciali e l'Ascom doveva portare avanti l'iniziativa del Centro Torri, così insieme a Ugo Margini abbiamo concluso l'operazione. Io sono diventato presidente del Centro Torri nel 1988 quando è stato inaugurato, mentre ora il presidente è Ramon Fontana. Io rimango tuttora presidente di Euro Torri. Abbiamo lavorato a tante innovazioni: prima fra tutte, dare la proprietà ai singoli commercianti dei relativi spazi».
Ci dà qualche numero?
«Il volume d'affari dell'Euro Torri è di circa 80 milioni di euro all'anno, che diventano 150 milioni se consideriamo anche il Centro Torri. E nelle due strutture sono 6 milioni i visitatori ogni anno».
Quali i segreti del successo?
«La carta vincente per entrambi i centri commerciali è stata un'offerta completa e soprattutto i parcheggi con 3.000 posti auto gratuiti tra Centro Torri e Euro Torri. E come ben sappiamo i parcheggi oggi sono indispensabili».
Gli stessi che mancano al centro storico?
«Sono sempre stato anche un operatore del centro storico e da oltre 40 anni faccio parte del Consiglio di Amministrazione di Ascom. Il tema di aumentare il numero dei posti auto per il centro storico con parcheggi comodi e convenienti era ed è tuttora un problema a mio avviso da affrontare. Per cui, no parking, no business».
Com'è cambiata la proposta nel centro storico?
«Le storiche vetrine hanno lasciato posto in più punti alle grandi catene, che sono in diversi casi attrattive per una buona fetta della popolazione. Nonostante questo, il centro storico soffre tanto e per farlo rivivere dal punto di vista commerciale bisogna renderlo facilmente accessibile e sempre vivo. Per far funzionare un centro bisogna avere servizi comodi, che ancora non sono completi. Ma attenzione che se non si aiuta anche commercialmente il cuore della città ad avere una nuova vita si alimenta la delinquenza».
All'Euro Torri, invece, i piccoli negozi locali resistono?
«Sì, all'Euro Torri ci sono ancora, ma è indubbio che i negozi privati ormai sono purtroppo una razza in estinzione. Quando siamo partiti con il Centro Torri avevamo il 90% di privati, mentre ora sono le catene a dominare in ogni luogo».
Pensa che la realizzazione di altri centri commerciali sia una buona idea?
«Il mercato è saturo di proposte, anzi ce ne sono in abbondanza. L'ulteriore realizzazione di centri commerciali sarebbe deleteria per il commercio del territorio. Non dimentichiamoci delle vendite online, che è una realtà che prende un bel pezzo del mercato attuale. Pertanto, dobbiamo consolidarci con quello che abbiamo, perché di più non si può fare, anche nel segno della sostenibilità e del rispetto dell'ambiente, che ha sempre meno bisogno di essere cementificato. In tutti i modi, le nuove strutture ucciderebbero quelle esistenti».
Il futuro?
«In questi anni il mercato è carente e questo per diversi motivi: l'offerta sproporzionata rispetto alle richieste, il potere d'acquisto della gente che è sceso (tutto è aumentato ma non in modo proporzionale gli stipendi) e, terzo punto, l'online, che è il posto preferito dai giovani per acquistare tutto quello che serve a portata di click. Ma attenzione che anche l'online ha i suoi problemi: per esempio, i resi. La crisi del mercato a mio parere dovrebbe durare ancora due anni, poi ci auspichiamo possa avviarsi una ripresa. Per cui, il futuro lo guardo con ottimismo».
Domani i vent'anni dell'Euro Torri, ma è vero che è anche il giorno del suo compleanno?
«Sono due compleanni con età diverse e il gap è irrisolvibile: i miei sono 79».
Mara Varoli