POLEMICA
Velox, Guerra critica Salvini: «Pensi alla sicurezza stradale»
Il sindaco Michele Guerra critica Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sul decreto autovelox, in pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
«Idea distorta sui comuni»
«Dire che il provvedimento restrittivo sugli autovelox impedirà ai Comuni italiani di fare cassa - ha affermato il primo cittadino, intervenuto ieri a Radio24 - significa avere un'idea distorta dell'attività di controllo che i Comuni ogni giorno operano a vantaggio delle proprie comunità, qualunque sia il colore delle amministrazioni». «Significa gettare una volta di più discredito sulla politica - ha proseguito - scaricare responsabilità e favorire comportamenti potenzialmente pericolosi».
«Aumentano i rischi»
Matteo Salvini secondo Guerra «dovrebbe preoccuparsi prima di tutto della sicurezza stradale, che senza controlli diventerà sempre più causa di incidenti e di morte nel nostro Paese».
«Questa stretta - ha osservato - non fa un favore ai cittadini, è semplicemente un'operazione per il consenso che rivela uno Stato impegnato in una battaglia contro le sanzioni per comportamenti sbagliati e ignora chi chiede ogni giorno agli amministratori locali più severità sul contrasto alla velocità folle nelle strade urbane».
Come usare gli incassi
Guerra si è quindi soffermato sull'utilizzo delle risorse legato agli incassi delle multe, da parte del Comune. «Il Comune investe sulla sicurezza stradale, ad esempio sulle zone 30 - ha spiegato - e per garantire una maggiore sicurezza sulle strade, che rappresenta una delle richieste più sentite da parte dei nostri concittadini». «In linea di principio - ha precisato - è giusto investire quanto viene incassato nell'ambito della mobilità e della sicurezza stradale. Non riterrei scandaloso che parte delle risorse venisse utilizzata dalle Amministrazioni comunali anche in altri ambiti».
Quanto alle nuove misure sugli autovelox, per Guerra è condivisibile la decisione di renderli più visibili, mentre l'autorizzazione da parte della prefettura «allungherà i tempi, aumentando ulteriormente la burocrazia».