AZIENDA
«Le persone al centro»: firmato l'integrativo alla Raffaele Caruso, con tante novità
È un accordo che fa la differenza, perché pone le risorse umane al centro della strategia aziendale. Accade alla Raffaele Caruso, storica fabbrica sartoriale italiana, con 450 dipendenti, dove Unione parmense degli industriali, Filctem Cgil, Femca Cisl e rappresentanza sindacale unitaria hanno siglato il rinnovo del contratto di secondo livello per gli anni 2024-2027.
«In un momento caratterizzato da forti elementi di incertezza in tutta l'industry abbiamo fatto una scelta coraggiosa: quella di concentrarci sulle persone - spiega Marco Angeloni, ceo e presidente di Raffele Caruso -. L'azienda ha superato anni difficili per il settore e per la nicchia in cui operiamo proprio grazie alla passione e alla resilienza dei suoi collaboratori. Superato il periodo post Covid, il 2023 è stato un anno molto positivo, in cui l'azienda è crescita del 30% tornando a essere profittevole e sostenibile dal punto di vista del business. Lo scorso anno abbiamo assunto 66 persone e insegnare un mestiere raro e prezioso non è banale».
Il nuovo contratto è un tassello che si inserisce in un processo di cambiamento più ampio, a cominciare dalla totale revisione di ruoli, responsabilità e organizzazione interna. «Questa azienda, così come l'intero settore, non ha futuro se non c'è senso di appartenenza, se oltre all'aspetto economico, non ci sono motivazioni come la partecipazione ai risultati, l'accrescimento di conoscenza e una serie di piccole e grandi attenzioni costanti. Credo che tutto questo rappresenti un valore aggiunto anche per i nostri clienti».
Entrando più nel dettaglio, l'accordo introduce attività di supporto psicologico per chi ne ha la necessità ed è confermata la stipula di una convenzione per un supporto legale che offra ai dipendenti una prima consulenza nelle cause di famiglia.
Grande attenzione è dedicata anche alla valorizzazione della diversità di genere, attraverso piani di informazione e formazione in merito ai pericoli e ai rischi identificativi di violenza e molestie e alle relative misure di prevenzione e protezione. E proprio ai dipendenti coinvolti e inseriti nei percorsi di protezione, che prevedono la sospensione dell’attività lavorativa, l’azienda riconosce un’indennità del 30% della retribuzione mensile per un massimo di 9 mesi, oltre a quanto già previsto per legge.
Resta confermata la possibilità di estendere la durata del part-time post partum, fino al compimento del terzo anno di età del bambino. L’azienda integrerà il salario del dipendente nel corso del primo mese di congedo parentale (maternità facoltativa) nella misura del 20% in aggiunta a quanto previsto dalle leggi vigenti in materia. Non solo. È prevista anche la possibilità di fruire di un contributo «una tantum» non ripetibile a favore dei dipendenti con figli a carico gravemente inabili e a favore del dipendente che dovrà assentarsi per effettuare cure salvavita certificate.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, tra le novità più significative è prevista la definizione di un premio di risultato da erogare al raggiungimento di obiettivi definiti congiuntamente. Sempre dal punto di vista economico, tra le misure più rilevanti nel settore rispetto a quanto previsto dal Ccnl, è anche un’integrazione incrementale da erogare sul fondo pensione in 5 anni, che proprio in quest’ultimo anno assume la rilevanza di una quattordicesima. A questo si aggiunge l’istituzione di un contributo una tantum ai dipendenti che hanno maturato un percorso continuativo, distribuito su tre fasce di anzianità, all’interno dell’azienda.
Soddisfatti anche i sindacati. «Siamo contenti di aver siglato, grazie al supporto delle Rsu aziendali, un contratto completo, articolato, innovativo - affermano Davide Doninotti e Massimo Pellizzari, segretari territoriali di Filctem e Femca - che si colloca di diritto tra le migliori contrattazioni aziendali del settore tessile nel nostro paese».
Patrizia Ginepri