INTERVISTA
Fidenza, parla Massari: «Il mio orgoglio? Siamo una comunità delle opportunità»
Dopo 10 anni Andrea Massari lascia la guida della città. Lei è il primo sindaco che termina i due mandati senza passare dall’esperienza del commissario, se non sbaglio...
Ho governato per portare il meglio a famiglie, imprese e associazioni, protagonisti di una città che ora gioca partite che altri possono solo immaginare. Sono diventato sindaco due volte rispettando quest’impegno, accompagnato da una squadra speciale che ha avuto il coraggio di dire sempre - ripeto: sempre - quello che era nell’interesse di Fidenza e quello che, invece, andava nella direzione opposta. Un modo di fare politica che parte dalle persone e non dagli interessi particolari.
E' stato quello del Covid il periodo più difficile?
Nel gennaio 2015 fallisce la Di Vittorio e di mezzo c’erano la vita e la dignità di centinaia famiglie. Un dramma enorme lo abbiamo trasformato nella più grande operazione in Emilia-Romagna per portare alle famiglie il diritto alla casa, senza speculazioni immobiliari. Lo tsunami del Covid ha chiesto coraggio, semplicità e fiducia non solo del sindaco e dell’amministrazione ma della città intera, dei professionisti della sanità che combattevano a Vaio, insegnanti e associazioni cui non finirò mai di dire grazie. Quando la notte è più buia bisogna procedere tenendosi per mano. Ed è ciò che abbiamo fatto. In quei giorni entravamo nelle case di migliaia famiglie, con la potenza dei social network portando i nostri spiegoni, aiutando a capire le misure di sicurezza. Una forma di resistenza cui si è agganciato il risveglio dell’Europa col Pnrr che a Fidenza vale oltre 41 milioni di euro ottenuti per opere che stanno già cambiando la nostra Comunità e che continueranno a farlo nei prossimi anni, cantiere dopo cantiere.
Qual è, se deve sceglierne una, la cosa realizzata che la riempie maggiormente d'orgoglio?
Ecco il mio orgoglio: Fidenza oggi è una meravigliosa comunità delle opportunità. Siamo una città per famiglie dove un’associazione è accolta come il bene più grande e dove le imprese si insediano da altre parti d’Italia. In questo Borgo di 27.451 abitanti abbiamo investito più di 40 milioni per l’edilizia scolastica. Le chiedo: sa dirmi un comune che in 10 anni ha lanciato due scuole nuove di zecca e ha reso sicure contro i terremoti tutte le altre? Tutto ciò mentre abbiamo completato tangenziale sud, ampliato l’ospedale di Vaio, varato con BorgoFood la più bella fiera non solo della provincia, risanato Asp e i conti del Comune. Aprimmo il nostro corso bloccando la vendita degli ex Licei, ora quel luogo sarà la casa di tutti coloro che amano Fidenza.
E il più grande rammarico?
Lo Stato che ha paura di raccogliere l’agenda dei sindaci per trasformarla nella rivoluzione della velocità. Marcando a uomo le istituzioni abbiamo ottenuto la partenza di cantieri ora in corso, in altri casi progetti con finanziamenti al sicuro. Tre esempi: il sottopasso di via Mascagni, gli investimenti sul complesso monumentale dei Gesuiti e la nuova caserma dei Carabinieri. Tre opere che Davide Malvisi, protagonista di questa grande stagione di cantieri pubblici, ora porterà a meta con tutta la capacità che lo ha reso un ottimo amministratore.
Sicurezza: cosa è stato fatto in questi anni per garantire tranquillità ai cittadini?
I Comuni hanno regole di ingaggio che sono ferri vecchi inservibili, se pensa che, insieme al Questore, servirono due ordinanze per chiudere un locale che stava deturpando via Cavour. Parliamo dei Daspo per chi non rispetta il vivere civile. Una presa in giro totale. Abbiamo portato a casa una nuova caserma per la Guardia di Finanza, presto avremo la caserma della Compagnia Carabinieri, attraverso una procedura che andrebbe copiata in tutt’Italia. Fidenza schiererà in una cittadella della sicurezza Gdf, Carabinieri, Vigili del fuoco, Polizia stradale e ferroviaria. Se lo Stato ci crede, permetta alla Polizia locale di crescere e di diventare un perno della sicurezza urbana. Serve uno spunto? Cominciamo col semplificare i concorsi e liberiamo le assunzioni di poliziotti locali dai vincoli delle norme finanziarie.
Quale è, secondo lei, la priorità per il futuro della città e del territorio?
Lavorerò fino all’ultimo perché Malvisi diventi sindaco e possa proseguire un percorso radicale di cambiamento. Fidenza è uscita dai confini comunali pensando in grande, proponendo a Provincia, Regione e Ministeri qualità e visione. Bonifiche ambientali, nuove scuole, servizi sociali di eccezionale qualità, grandi eventi culturali e sportivi, la candidatura Unesco della via Francigena ad un passo dal traguardo si realizzano solo se si è in relazione con gli altri.
Come si sa, non sarà della partita alle elezioni dell'8 e 9 giugno. Il candidato sindaco del centrosinistra, Davide Malvisi, è il suo vice. Come ssi pone di fronte all'imminente voto?
Sono orgoglioso che Davide abbia attorno a sé una grande squadra di quattro liste che si è allargata in modo trasversale parlando a tutta la comunità. E questo è il segno della credibilità costruita in 10 anni di impegno per Fidenza. Come sempre, uniti si vince.
Alle elezioni 2019 la lista civica che portava il suo nome fu la prima di Fidenza. Oggi lei è iscritto al Pd?
Cinque anni fa costruimmo una coalizione che fu una casa accogliente, capace di mettere le ali alla città. Davide ha reso ancora più netta questa scelta, aprendo a diverse sensibilità civiche. Dopodiché io sono iscritto al Pd dalla sua nascita, senza interruzioni. Credo che occorra una grande forza popolare che raccolga il meglio che si costruisce sui territori per portarlo al servizio di tutti. In Provincia, in Regione, al Parlamento nazionale ed europeo. Il riformismo che nasce dal basso è un’esperienza potente che però deve correre e per farlo serve forza sostenendo il Pd alle prossime elezioni.
Il doppio ruolo di sindaco e di presidente della Provincia è stato un limite o un aiuto?
Le due responsabilità sono state la dimostrazione che quando un territorio è unito non lo può fermare nessuno.
Per quanto resterà presidente della Provincia? E poi cosa farà? C'è chi parla di elezioni regionali…
Fino a fine settembre sarò presidente della Provincia di Parma e abbiamo ancora tantissimo da fare per poter pensare ad altro. Verranno le regionali, certo, e ascolterò con attenzione chi proporrà un progetto di governo dalla parte di Comuni e Province.
Leonardo Sozzi