ELEZIONI REGIONALI
Scatta il toto candidati, tra conferme e novità
Tra fine ottobre e fine novembre: la finestra temporale dentro la quale potranno svolgersi le prossime elezioni regionali è questa. E i partiti sono già alle prese con il toto candidati.
La situazione è ancora in divenire, ma c'è già un punto fermo: gli eletti saranno rimessi in lista. Per il collegio elettorale di Parma e provincia si parla di cinque persone: un assessora, Barbara Lori, e quattro consiglieri regionali. Si tratta di Matteo Daffadà (Pd), Fabio Rainieri ed Emiliano Occhi (Lega) per terminare con Pasquale Gerace (ex Pd e ora Italia viva).
La partita è tutta da giocare per le nuove candidature, soprattutto in quei partiti che, Pd e Fratelli d'Italia in testa, visti i sondaggi e visto il risultato alle elezioni europee, hanno maggiore possibilità di eleggere dei consiglieri. I nomi da mettere in lista – tanto tra i favoriti quanto tra chi rincorre – sono cinque. Tre donne e due uomini oppure tre uomini e due donne. Parma dovrebbe occupare quattro seggi.
Partito democratico
Tutti gli occhi sono puntati sul Pd, il partito egemone in Regione.
A Parma e provincia tutti danno per scontata la ricandidatura degli uscenti: l'assessora Barbara Lori (nel 2020 eletta in ticket con Massimo Iotti, deceduto a maggio 2021) e Matteo Daffadà, entrato in consiglio regionale in seguito alle dimissioni della Lori, chiamata in giunta dal presidente Stefano Bonaccini. E gli altri? Uno tra i nomi più gettonati è quello di Andrea Massari, ex sindaco di Fidenza e presidente uscente della Provincia per il quale viene ipotizzato un posto da assessore nella prossima giunta. Un appunto: Massari è stato l'unico amministratore parmigiano presente a Campogalliano quando Bonaccini scese in campo per la guida del partito.
Poi circolano i nomi di Nicola Bernardi, segretario provinciale ed ex sindaco di Sissa Trecasali, Beppe Negri, votatissimo in città alle politiche del 2022, ma anche Manuel Marsico, recordman di preferenze in consiglio comunale, dove rappresenta l'area Schlein. A proposito di Elly Schlein, in consiglio siede anche Marco Boschini, amico della segretaria «dem» e membro della direzione nazionale del partito, che al momento non avrebbe però voglia di correre, così come altre consigliere comunali più volte tirate per la giacchetta. Fuori città circola il nome di Dayla Briganti, eletta un anno fa segretaria del partito a Salso. Il Pd, giusto per arrivare a sintesi, punta ad eleggere un paio di consiglieri.
Fratelli d'Italia
Due consiglieri li ambisce anche il partito di Giorgia Meloni, che potrebbe essere la vera novità delle prossime elezioni in una regione «rossa» da sempre. Gira già da diverse settimane il nome di Cristiano Casa, ex assessore alla Sicurezza e al Commercio per dieci anni nelle giunte di Federico Pizzarotti, che non è mai stato iscritto al partito e che con FdI in passato aveva anche polemizzato più volte, proprio sulla questione sicurezza. Altro nome di peso è quello di Priamo Bocchi, volto storico della destra locale: nel 2022 è stato candidato sindaco per il partito e ora è capogruppo in consiglio comunale. Nicoletta Napoli, referente provinciale per gli enti locali di FdI, potrebbe rientrare tra le candidature femminili. Per lei non sarebbe la prima esperienza: nel 2020 era già stata candidata, ma con la Lega. Poi c'è anche Desolina Daisy Bizzi, già vicesindaco di Noceto e ora assessore al Commercio. Nelle ultime ore è spuntato anche il nome di Francesca Gambarini (Noi moderati).
Lega
Nel 2020 il partito di Matteo Salvini aveva il vento in poppa tanto da esprimere il nome (Lucia Borgonzoni) della sfidante di Stefano Bonaccini. All'epoca, nella circoscrizione di Parma, la Lega prese il 36,5%, battendo il Pd (28,7%). Ora la situazione è cambiata e i leghisti non sono più la locomotiva del centrodestra. Salvini, nei giorni scorsi a Pontetaro, ha lanciato l'ordine: sindaci, parlamentari, consiglieri regionali devono mettersi a disposizione. Ecco allora che paiono scontate le ricandidature di Fabio Rainieri, vice presidente dell'assemblea legislativa regionale, e di Emiliano Occhi, consigliere regionale uscente e già candidato (con un risultato non brillante) alle europee. Ma potrebbe correre anche Tommaso Fiazza, sindaco di Fontevivo, mentre Simone Dall'Orto, sindaco di Traversetolo, ha già detto no. Occhi puntati anche sulla deputata Laura Cavandoli, che può candidarsi ma, in caso di elezione dovrebbe scegliere dove restare: o Roma o Bologna. Patrizia Caselli, segretaria provinciale, dopo la sfida per la fascia tricolore a Collecchio potrebbe ritornare in campagna elettorale. L'elezione di un consigliere parmigiano in Regione, per la Lega, questa volta è una gara in salita.
Forza Italia
Gli «azzurri» sono ottimisti. Sembrano lontani i tempi della fuga degli iscritti e del commissariamento affidato all'ex senatore modenese Enrico Aimi. Un nome che piacerebbe al partito è quello di Pietro Vignali, ex sindaco e capogruppo in consiglio comunale della lista Vignali sindaco. Potrebbero essere in corsa anche Matteo Agoletti, coordinatore provinciale del partito, Giuseppe Comerci, già capolista del partito alle ultime elezioni comunali di Fidenza e Mila Freddi, già candidata al consiglio comunale di Montechiarugolo. Non è esclusa la candidatura della coordinatrice cittadina Laura Schianchi.
Terzo polo e altri
Il cosiddetto terzo polo alle europee non ha certo brillato. Però a Parma ha fatto meglio che altrove. L'idea di alcuni centristi è quella di riunire Azione, Italia viva, +Europa e i socialisti per evitare di disperdere voti. In questo campo si fa il nome di Massimo Pinardi, presidente provinciale di Azione. Pare scontata la ricandidature, con Italia viva, del consigliere regionale uscente Pasquale Gerace. Bocche cucite invece tra i 5 stelle, che nel collegio di Parma, 4 anni fa, si erano fermati al 4,25%. L'Alleanza verdi e sinistra spera di ripetere l'exploit delle europee, ma al momento è alle prese con la creazione dell'alleanza fra l'anima di sinistra e quella ambientalista. La lista verrà dopo. Certo è che loro, e tutti i partiti «minori», dovranno fare i conti con una legge elettorale regionale che, durante la distribuzione dei «resti», non premia quasi mai i candidati parmigiani.
Pierluigi Dallapina