Ospedale
Al pronto soccorso 61 aggressioni e 9 infortunati. Il primario: «Il tasso di maleducazione analogo tra italiani e stranieri»
Il pronto soccorso? Un'area da proteggere. Nel 2024 sono state 61 le aggressioni al personale sanitario: 46 le aggressioni verbali, 12 quelle fisiche e 3 con danni alla struttura. Numeri che aumentano se si comprendono le denunce e gli episodi rilevati dalla vigilanza. Dall'ubriaco al caso psichiatrico, i pazienti che usano violenza contro infermieri e medici sono tanti, e «non c'è differenza tra italiani e extracomunitari - precisa il primario Marcello Zinelli -: il tasso di maleducazione è analogo».
Per aumentare la sicurezza nelle aree più critiche del Maggiore è stato firmato un protocollo dalla Questura e dall'Azienda ospedaliero-universitaria. Un accordo sottoscritto dal direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria e commissario straordinario dell'Azienda Usl Massimo Fabi e il questore Maurizio Di Domenico. Una risposta efficace che diventa esemplare per il resto del Paese e che prevede una serie di interventi mirati «per garantire la sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti - ha spiegato ieri mattina il questore in occasione della firma dell'accordo -. Abbiamo ideato una forma di controllo della situazione attraverso la creazione di una linea telefonica diretta ed esclusiva tra pronto soccorso e la centrale operativa della Questura che garantirà un pronto intervento. Contemporaneamente si attiva una telecamera ad alta definizione (la guardia virtuale), collocata nella sala d'attesa, che invia le immagini in tempo reale alla centrale operativa dell'istituto di vigilanza Coopservice, che ha proposto il progetto, e alla nuova postazione di polizia all'interno del pronto soccorso. Immagini visionabili anche dalla centrale operativa della Questura. In questo modo potrà essere valutata la situazione e la polizia potrà calibrare il tipo di intervento. Si tratta di un dispositivo che rappresenta un buon mezzo di contrasto a certi episodi». A novembre, il pronto soccorso avrà nuovamente un posto di polizia nella hall d'ingresso: uno spazio ampio e protetto con muri e vetri antiproiettile e il cui costo dei lavori si aggira intorno agli 80mila euro. Un posto di polizia in cui saranno operativi due agenti: dal 2010, infatti, il posto di polizia era stato spostato nel Monoblocco ma tra poco più di un mese sarà nel cuore del pronto soccorso. «Con il questore Di Domenico si è instaurata da subito una importante collaborazione - è intervenuto Fabi -, che ora è diventata ancora più operativa. Con questo primo passo stiamo dotando di tecnologie un'area particolarmente sensibile: il pronto soccorso come ben sappiamo è la porta d’accesso verso un complesso ospedaliero importante e strutturato. Ringrazio tutto il personale della Questura, che lavora in maniera molto attenta, e tutti i colleghi che hanno contribuito a definire i contenuti di questo protocollo d’intesa. In particolare, devo ringraziare tutti gli operatori che quotidianamente non solo mettono la loro alta competenza tecnica, ma anche grande capacità di relazione con i cittadini che sempre più hanno atteggiamenti di esigibilità dei diritti, ma molte volte ci sono purtroppo esclamazioni aggressive che vanno dalla violenza azzardata a qualcosa di ben più pesante. Gli interventi che progressivamente stiamo mettendo in atto contribuiscono ad aumentare i livelli di protezione». Il direttore del Servizio prevenzione e protezione aziendale dell'Azienda ospedaliero universitaria Giuseppe Munacò ha specificato: «Abbiamo installato una telecamera h 24 che dà alle forze dell'ordine la possibilità di avere un quadro della situazione in tempo reale. Un dispositivo che si aggiunge a un collegamento telefonico diretto ad alzata di cornetta. Oltre a questo sistema c’è anche un pulsante che è un videocitofono che l’operatore sanitario o la guardia giurata possono attivare in qualsiasi momento per collegarsi alla centrale operativa. In tutto l'ospedale ci sono altri sistemi di deterrenza e di prevenzione: pulsanti che ora sono diventati 51 e che consentono un’attivazione via radio di allarme alla centrale Coopservice». Alla firma del protocollo d'intesa anche il direttore sanitario Sandra Rossi, il direttore assistenziale Dario Cremonesi, il dirigente delle Volanti commissario capo Gino Albano, il primario del pronto soccorso Marcello Zinelli e i coordinatori del reparto Domenico Di Maria e Valentina Musetti, insieme agli agenti della polizia di Stato. «Il pronto soccorso - ha detto Sandra Rossi - è la struttura dove ruota una buona parte dell'ospedale e la città. Una porta d'ingresso che andrà presidiata anche da parte delle associazioni di volontariato: stiamo pensando a delle iniziative per un'accoglienza sempre più assidua». Una sicurezza necessaria, visto il numero delle aggressioni e visto il numero degli operatori sanitari che hanno subito infortuni per colpa di pazienti violenti: nel 2024 gli infortuni sono già 9 e mancano alcune registrazioni, l'anno scorso 23, nel 2022 26 e nel 2021 14. «Il pronto soccorso accoglie 220 mila persone all'anno - ha concluso Marcello Zinelli - con 85 mila accessi. E purtroppo stiamo assistendo a un degrado sociale importante, con comportamenti inammissibili da parte di ogni tipo di etnia».