Intervista

L'attrice Romana Maggiora Vergano al Parma Film Festival: «Il sogno? Interpretare Nilde Iotti diretta da Pablo Larraín»

Emanuele Marazzini

D’accordo, ha raggiunto la celebrità vestendo i grintosi panni di Marcella, figlia di Paola Cortellesi in «C’è ancora domani». Eppure Romana Maggiora Vergano - nativa dell’Urbe, come grida il nome, classe 1997- è tutto fuorché un’esordiente, anzi: sia le apparizioni in «Immaturi. La serie», «Don Matteo» e «Christian» sia le parti in film drammatici e comici hanno dimostrato il suo talento sul set ben prima dell’anno scorso, per lei meravigliosamente aureo.

Così, dopo gli ultimi lavori («La Storia» e «Those About to Die», miniserie tv, nonché il biopic «Francesca Cabrini») e in mezzo alle riprese di un’opera inedita a episodi sul caso Tortora, eccola ieri sera in un cinema D’Azeglio strapieno a ritirare il meritato Premio Maurizio Schiaretti 2024.

«Spero che la passione e il sogno non mi abbandonino mai e di poter lavorare, come mi disse Paola Cortellesi, finché mi reggono le gambe» sono state le sue parole di saluto al pubblico, composto anche da giovanissimi fan.

Prima della proiezione dell’ultimo film di Francesca Comencini. «Il tempo che ci vuole», in cui interpreta la regista da giovane scivolata nel tunnel della tossicodipendenza, Maggiora Vergano ha risposto con grande simpatia alle nostre domande.

Un luogo e un oggetto che per lei rappresentano il cinema?

«Il luogo è la prima sala cinematografica che ho frequentato nel quartiere di piazza Bologna a Roma e in cui da piccola ho visto i primi cartoni animati, tra cui “Mulan”, il mio preferito. Tornarci per presentare “C’è ancora domani” è stata davvero emozionante. L’oggetto è invece un gufetto di ceramica che mi accompagna, come portafortuna, ad ogni provino che faccio. Ogni tanto non funziona, ma senza mi sento nuda».

Un’attrice di cui ama il modo di recitare?

«Ammiro Renate Reinsve, che ho visto in “La persona peggiore del mondo”. Ha una semplicità espressiva che arriva dritta alla pancia senza strafare, uno stile che rincorro».

Un o una regista internazionale con cui le piacerebbe lavorare

«Pablo Larraín».

Per questo regista Portman è stata Jackie Kennedy, Stewart Lady Diana e Jolie Maria Callas. E Maggiora Vergano?

«Nilde Iotti. Se viene in Italia e si documenta in merito, io lo aspetto».

Se potesse abitare un film, quale sarebbe?

«”Il tempo delle mele”: l’ho visto e rivisto un miliardo di volte fin da bambina. Ha accompagnato tutte le mie trasformazioni ed è sempre casa. E poi ad ogni visione mi immedesimo in un personaggio diverso».