La delegazione davanti alla giuria

Capitale europea dei giovani: Parma all'«esame» di Bruxelles

Monica Tiezzi

Giornata importante oggi a Bruxelles per la candidatura della nostra città a Capitale europea della gioventù 2027. Un'ora di tempo, dalle 14 alle 15, per giocarsi a Bruxelles, davanti alla giuria dello European Youth Forum, le carte di un progetto che potrebbe spuntarla (o no) sulle altre candidate: Chisinau in Moldavia, Fuenlabrada e Malaga in Spagna, Skopje in Macedonia. Gand (Belgio) è l'attuale «capitale» che passerà il testimone nel 2025 a Leopoli (Ucraina) e quindi a Tromsø (Norvegia) nel 2026.

Tempi serrati per la delegazione, partita ieri, di cui fanno parte il sindaco Michele Guerra, l'assessora alla Comunità giovanile Beatrice Aimi ed Emma Nicolazzi Bonati, studentessa universitaria di lettere classiche, scelta dalla Commissione giovani (partita in sordina nel 2023 per il progetto di Parma capitale con 27 membri e che oggi ne conta più di una quarantina) come portavoce.

Si parte con il video (ancora inedito) di presentazione di Parma, quattro minuti e mezzo, poi l'intervento di circa 15 minuti di Emma, quindi la parola al sindaco Guerra: tutto in inglese, of course. I restanti 30 minuti per rispondere alle domande dei membri della commissione giudicatrice.

Fiducioso il sindaco Guerra: «I nostri dossier sono stati revisionati in modo accurato e severo e il feedback è stato positivo, a riprova di un lavoro di qualità. Il tutto è accompagnato da 250 lettere di sostegno di realtà pubbliche e private e da un budget importante e solido. I nostri punti forti? Mentre altre città hanno messo al lavoro agenzie, noi abbiamo mobilitato i nostri giovani: persone provenienti da varie realtà che hanno dato una lettura nuova di Parma, toccando temi difficili e sfidanti. Non puntiamo tanto ad un evento ma ad un modello di azione che investe tutti i settori: welfare, mobilità, urbanistica, commercio».

E proprio in questa ottica sia il sindaco che Aimi e Nicolazzi Bonati insistono sulla “valutazione di impatto generazionale” delle delibere che d'ora in poi verranno approvate. Un modo per ridurre il gap intergenerazionale.

«Dal 18 novembre, ogni atto e delibera comunale avrà, così come la bollinatura di regolarità contabile, anche la valutazione di equità generazionale. Per ogni atto ci domanderemo se è una misura generazionale, potenzialmente generazionale o neutra. Siamo per ora l'unica città Ue e Ocse ad applicarlo», dice Aimi. In mancanza di esempi e precedenti, ci si sta affidando, spiega ancora Aimi, alla consulenza di Luciano Monti, docente di Politiche dell'Unione Europea della Luiss.

«Parma è al settimo posto per la qualità della vita degli over 65, al 21esimo per i giovani. Tutta la città deve mettersi n gioco per ridurre questo gap - dice Emma Nicolazzi Bonati - Troppo spesso la politica si chiude nei palazzi del potere disdegnando gli spazi pubblici di partecipazione. Il nostro slogan è “Parma, una piazza per l'Europa”».

Nel suo intervento, Emma dice di voler valorizzare «la coralità del progetto e il processo partecipativo». Tre temi sui quali puntare, fra gli otto complessivamente scelti? «Colmare il divario fra i giovani, le istituzioni e la politica; la casa; la sostenibilità ambientale, strettamente legata al tema della pace», dice.

Il prossimo passo sarà, il 21 novembre, la proclamazione della città vincitrice a Gand.

«Supportiamo i nostri giovani - ha detto ieri in consiglio comunale Antonio Nouvenne, capogruppo di Prospettiva, commentando l'appuntamento di Bruxelles - perché le politiche giovanili ben costruite non giovano solo alla fascia cui sono direttamente destinate, ma alla città nel suo insieme, dalla cultura alla mobilità, dall’urbanistica alla salute passando per l’ambiente e l’imprenditorialità».

«Comunque vada - aggiunge Guerra - porteremo avanti le linee programmatiche sulle politiche giovanili». «Al di là dell'esito finale - chiude Emma - cercheremo di mettere in pratica il dossier, che propone un impegno e una visione su esigenze e bisogni comuni».

Monica Tiezzi