città d'arte

Natale a Parma, calano i turisti. E gli hotel chiudono per ferie

Pierluigi Dallapina

Chi se lo può permettere è volato al caldo, vista mare, tra sabbie bianche e acque di cristallo. Tanti hanno scelto la neve delle Alpi, nonostante i costi schizzati alle stelle e la folla sulle piste. E Parma, città d'arte, quali e quanti turisti ha saputo attirare durante le feste di Natale? Meno del solito e a disertare sarebbero le famiglie e le coppie, quello che nel gergo degli albergatori viene chiamato «turismo individuale». Che poi sarebbero anche i turisti che spendono di più per la cultura e per l'enogastronomia, i nostri cavalli di battaglia.

Servono più eventi per attirare visitatori in città, sostengono gli albergatori rappresentati da Emio Incerti, presidente di Federalberghi. Ma il vicesindaco Lorenzo Lavagetto (Cultura e Turismo), numeri alla mano ribatte che il problema sta nella ridotta capacità di spesa delle persone, perché mesi ricchi di eventi (ad esempio settembre) non hanno fatto registrare il pienone, mentre periodi tradizionalmente più scarichi (tipo novembre) hanno invece attirato più persone rispetto all'anno scorso. Poi una critica al Governo: a causa del taglio delle risorse da parte dello Stato, i Comuni avrebbero sempre meno soldi per la promozione turistica.

Un Natale sottotono

«Rispetto alle festività natalizie del 2023, in città registriamo un calo del 20-30% delle presenze. Calo che è sensibilmente maggiore se lo confrontiamo con il 2022, l'anno della ripartenza dopo il Covid». Emio Incerti, storico presidente locale di Federalberghi, dopo aver consultato i colleghi in merito ad arrivi e prenotazioni, traccia un primo bilancio delle presenze turistiche nelle due settimane che vanno da Natale all'Epifania. «Sono venute a mancare soprattutto le coppie e le famiglie, che sono i turisti più alto spendenti».

Perché si è verificato questo calo? «Servono eventi, iniziative, promozioni per attirare i turisti. Il fatto che alcuni hotel della città abbiano chiuso per cinque giorni o più, è la dimostrazione che mancavano i turisti. Se ci fossero stati altri numeri, gli alberghi sarebbero rimasti aperti».

Incerti però mette le mani avanti: «La mia non vuole essere una polemica con il Comune, perché al Comune non si può chiedere tutto. Anzi, l'amministrazione si sta muovendo bene con la creazione della Destination management organization Parma Welcome, da poco approvata dal consiglio comunale, con l'obiettivo di promuovere il territorio. Ora però deve investire, destinando una parte importante degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno». Tassa che il Comune ha aumentato: la speranza dell'amministrazione è di incassare nel 2025 una cifra pari a 2 milioni 250mila euro.

Le strategie del Comune

Gli eventi in città non mancano. Il vicesindaco Lorenzo Lavagetto ricorda che a dicembre sono stati programmati 200 eventi. «L'auspicio è di crescere sempre, però non dipingiamo scenari negativi, perché le iniziative culturali in città hanno avuto buoni riscontri». Ma allora perché ci sarebbe stato questo calo di presente turistiche in occasione del Natale? «L'arrivo dei turisti - fa notare - non è per forza legato agli eventi. Ci sono mesi ricchi di eventi, come settembre, che hanno registrato una diminuzione rispetto al passato, e altri mesi meno ricchi di programmazione, come novembre, che al contrario hanno visto una crescita delle presenze. Credo che in generale questo possa essere letto anche come un fatto positivo, perché dimostra che danno risultati le iniziative per destagionalizzare i flussi turistici, a favore di un numero di presenze distribuito in modo costante durante tutto il corso dell'anno».

I dati definitivi devono ancora essere pubblicati, ma quelli in possesso del vicesindaco parlano di una flessione durante il 2024. «Rispetto al 2023 siamo a un -4% fino a novembre. Per ora manca ancora il dato definitivo di dicembre». Intanto, il vicesindaco ricorda che a novembre è andata meglio del solito: «C'è stato un incremento del 9%. Parma si conferma una meta interessante».

Una svolta potrebbe essere garantita dalla Dmo Parma Welcome, una realtà nata per promuovere il territorio dal punto di vista turistico grazie a una collaborazione fra il settore pubblico e quello privato. «Questa è la fase della manifestazione di interesse da parte del mondo privato e ci aspettiamo di raccogliere riscontri significativi».

Il problema delle risorse

«Il Comune sta facendo un grande sforzo per garantire attività promozionali e culturali, ma economicamente abbiamo meno risorse», fa notare il vicesindaco, che a questo punto si rivolge direttamente al Governo. «Così come viene invocata una riflessione sulla spesa della tassa di soggiorno - sostiene - si può riflettere anche sul fatto che i Governi possano sostenere di più i Comuni, perché se si taglia continuamente, tutto diventa più complicato».

Ma non è tutto qui: il carovita si fa sentire sulle tasche dei potenziali turisti. «Abbiamo notato che i bilanci domestici, quest'anno, erano più in difficoltà e le famiglie hanno misurato attentamente la capacità di spesa. Va capito quanti soldi avevano a disposizione le persone e a cosa hanno rinunciato». Montagna e mete tropicali restano gettonatissime. Alcune città d'arte un po' meno.

Pierluigi Dallapina