Dimissioni a raffica

Busseto, maggioranza risicata, ma il sindaco resta in sella

 Stefano Nevicati resta sindaco di Busseto. E’ questa la principale notizia uscita dalla seduta consiliare di ieri sera. La sua fascia tricolore da primo cittadino, almeno sulle prime, aveva traballato dopo le dimissioni, nei giorni scorsi, di sette consiglieri di cui tre di maggioranza (compreso l’ormai ex assessore Luca Concari) e tutta l’opposizione composta da quattro consiglieri.

Un «terremoto politico» divenuto ormai l’argomento principe a Busseto e nella Bassa. Non il primo, va detto, nella storia della città di Verdi.

In ogni caso, nonostante il clima politico «rovente», Nevicati, eletto nel 2021, resta alla guida dell’Amministrazione comunale. Ieri sera il consiglio ha approvato la surroga di tutti i sette dimissionari. Per la maggioranza, dopo le dimissioni di Cristina Contini, Luca Concari e Simona Puddu è entrato il solo Luciano Tanzi Tolenti. Gli altri due che facevano parte dei non eletti, vale a dire Fabrizio Cassi e Sabrina Fedeli, già da giorni avevano comunicato la loro rinuncia: Cassi per motivi di lavoro e la Fedeli per precedenti incarichi amministrativi (è assessore a Polesine Zibello).

La maggioranza resta così composta da sette consiglieri (compreso il sindaco) e, regolamenti alla mano, è sufficiente per assicurare il numero legale e proseguire l’attività amministrativa. Per quanto riguarda i due gruppi di opposizione, dopo le rinunce nei giorni scorsi di diversi dei non eletti alle comunali del 2021, (Giuseppe Giovanni Ugoni, Maria Giovanna Gambazza, Dino Rizzo e Sara Mezzadri) ecco che sono stati eletti Lamberto Michelazzi (un veterano nel consiglio di Busseto), Ilaria Bottazzi, Fabio Belicchi e Gianmarco Rizzardi, Consiglio, quindi, con cinque volti nuovi e composto in tutto da undici membri, sindaco compreso.

In apertura di seduta la segretaria Agnese Torelli (presente anche il vicesegretario Maurizio Palladini) ha anticipato che per le delibere tecniche non erano previsti interventi; per questo nessuno del civico consesso ha preso la parola. Una decisione, questa, contestata da buona parte del folto pubblico che ha preso parte alla seduta (presenti anche quasi tutti gli ormai ex consiglieri) e, per questo motivo, gli animi si sono accesi con diversi cittadini che hanno accusato il sindaco e l’amministrazione di mancata democrazia e hanno chiesto le dimissioni di Nevicati che non ha comunque replicato ribadendo soltanto che, come precisato dalla segretaria, si trattava di delibere tecniche che non comprendevano interventi da parte di nessuno, maggioranza e sindaco compresi.

A quel punto i nuovi consiglieri di opposizione hanno dato lettura delle loro comunicazioni fuori dalla sala consiliare parlando, in sostanza, di crisi politico amministrativa di fronte alla quale il sindaco si sarebbe dovuto dimettere. Non c’è nulla di confermato ma, da indiscrezioni sembra che potrebbe scattare un ricorso al Tar.

Nessuna novità, infine sul fronte della giunta. Solo quando il rinnovato consiglio si sarà assestato in modo definitivo il sindaco, che ha annunciato per i prossimi giorni un suo intervento, valuterà se rivedere le deleghe e se nominare un nuovo assessore.

p.p.