intervento
Nella edizione di venerdì 14 febbraio della Gazzetta di Parma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Priamo Bocchi ha esposto le sue considerazioni sulla giornata di approfondimento assembleare che il Liceo Romagnosi ha voluto dedicare al tema delle foibe. Il dibattito coordinato da studenti, docenti e studiosi dell’argomento e l’istituzione scolastica stessa che lo ha ospitato sono stati il bersaglio di una vera e propria invettiva: «mistificazione», «falsificazione», «sfregio», «corruzione» sono alcuni dei termini utilizzati dal consigliere regionale per squalificare e disprezzare i contenuti di quel confronto. E ciò, almeno in una certa misura, non sorprende. Siamo ormai abituati alla canea mass mediatica della politica urlata, offensiva, ingiuriosa. E però qui ci pare si sia passato il segno. Sì, perché le parole di Bocchi sono parole di chi non era presente all’«oltraggio», di chi non ha assistito al presunto «sfregio odioso» consumatosi nei locali del «prestigioso Romagnosi». Sono parole senza le cose di cui parlano.
Il nemico ideologico individuato dall’intervento del consigliere Bocchi è lo storico Eric Gobetti, l’impostazione storico-culturale che lo connota. Sicuramente, sostiene Bocchi, Gobetti avrà profuso ai «nostri giovani i soliti polpettoni avvelenati dalla faziosità, dalla menzogna […] nella solita salsa antifascista» quindi «al Romagnosi sono state oltraggiate le vittime delle foibe». Ora, in che modo il consigliere Bocchi è in grado di confermare quanto attribuisce a Gobetti se non ha partecipato all’evento che denuncia? Come sa bene chi ha partecipato, in quel gruppo assembleare non ha parlato solo Gobetti ma c’è stato spazio per domande e riflessioni anche critiche rispetto alle tesi sostenute dal nostro ospite. Ma di questo il consigliere Bocchi non dice alcunché né evidentemente, in quanto assente, può dire alcunché.
Come docenti di filosofia e storia del Liceo Romagnosi vorremmo si sapesse che da più di dieci anni la nostra scuola dedica grandissima attenzione alle vicende legate al confine orientale italiano, lo fa attraverso gli strumenti propri di una scuola, quindi attraverso percorsi storici approfonditi che sono approdati ai Viaggi della Memoria al Confine orientale, di cui il liceo Romagnosi è stato scuola capofila per diversi anni, viaggi che hanno portato tanti studenti e studentesse delle scuole di Parma nei luoghi dove queste complesse vicende hanno avuto luogo, compreso il memoriale di Basovizza. L’accusa di avere «oltraggiato le vittime delle foibe» nei confronti di una scuola che da anni lavora perché tali vittime siano giustamente ricordate attraverso la promozione di uno studio il più possibile rigoroso delle specifiche dinamiche storiche di contesto ci appare davvero ingiustificata, gratuita e quindi decisamente offensiva. Ancora più grave perché l’attacco proviene da una persona che riveste un ruolo politico istituzionale ritenendosi per ciò stesso titolato ad aggredire questioni educative e culturali complesse, senza alcuna competenza, affidandosi a facili contrapposizioni e semplificazioni ideologiche, imbracciando l’arma della denigrazione delle istituzioni pubbliche e dei suoi rappresentanti.
L’incontro con il ricercatore storico Eric Gobetti ha previsto una introduzione al tema da parte di una docente del liceo, la visione di un documentario realizzato durante il viaggio al confine orientale svoltosi nel 2021, l’intervento dello storico ed infine le domande da parte degli studenti, delle studentesse e dei docenti presenti. Nel suo intervento Gobetti ha seguito le indicazioni che come docenti gli avevamo suggerito: partire dagli spunti presenti nel documentario, ricostruire, come si legge nella stessa legge istitutiva del Giorno del ricordo, «la più complessa vicenda del confine orientale», fornendo quelli che sono ad oggi i contributi storici più rilevanti. La chiarezza espositiva e la lucidità di analisi del nostro ospite sono state esemplari, considerando che parlava ad alunni di età diverse. Nessuna delle affermazioni riportate dal consigliere Bocchi («le foibe come esclusivo luogo di sepoltura», l’esodo dei profughi come «trasferimento volontario») sono state sostenute da Gobetti o da altri nel corso dell’incontro.
L’attacco alla scuola, al Liceo Romagnosi e alla sua funzione di comunità educante che, ricordiamo, la Costituzione riconosce libera nel suo ruolo di mantenere vigile la coscienza critica non ci intimidisce. Infatti come altri prima di noi, condannato a bere la cicuta perché accusato di corrompere le menti dei giovani ateniesi, ci sorregge la convinzione che l’impegno culturale alla ricerca della verità sia il modo più adeguato per testimoniare ai nostri studenti la possibilità concreta di una alternativa al sonno della ragione.
Luca Fregoso, Emanuela Giuffredi, Marina Savi, Raffaella Pozzi, Nicola Bonora, Paolo Sagliardi
Per il Dipartimento di Filosofia e Storia del Liceo classico e linguistico «G. D. Romagnosi»
Pier Paolo Eramo
Dirigente scolastico del Liceo classico e linguistico «G. D. Romagnosi»
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