SE NE E' ANDATO A 64 ANNI

Lele Zoni, l'uomo delle vette dal cuore generoso

Antonio Bertoncini

«Un soccorritore competente e generoso che amava la montagna»: così Sergio Ferrari, presidente del Soccorso alpino dell’Emilia Romagna, tratteggia la figura di Gabriele Zoni (per tanti amici semplicemente Lele), venuto a mancare dopo una breve malattia l'altra notte a soli 64 anni.

Quella di Zoni è stata una vita dedicata alla montagna: tecnico di soccorso alpino, è stato capo della Stazione alpina Monte Orsaro dal 2015 al 2020, ma è stato anche istruttore Cai della Scuola di scialpinismo e membro attivo del Gruppo mountain bike del Club alpino italiano. «Siamo e saremo sempre molto grati a Lele - sottolinea Ferrari - che a metà del 2015 si è offerto di guidare la “Monte Orsaro” in un periodo di ricambio generazionale di non facile gestione. Anche dopo la fine del suo mandato e il suo ritiro come soccorritore, nel 2023, è sempre stato vicino alle nostre vicende e ai nostri tecnici».

Un affettuoso ricordo arriva anche da Luca Cottarelli, che ha raccolto il testimone di Zoni alla guida del Soccorso alpino parmense «Questa perdita ci lascia tutti più poveri - dice Cottarelli -: a nome di tutta la stazione Monte Orsaro vorrei esprimere la nostra vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Gabriele». Adolfo Cardinale, direttore della Scuola di scialpinismo e arrampicata del Cai di Parma, ha avuto con Lele una lunga frequentazione nata dal comune amore per la montagna: «Abbiamo fatto scialpinismo insieme fin dai primi anni Novanta - ricorda -: anche lui è diventato istruttore, un ruolo che ha ricoperto con passione fino alla passata stagione invernale. In montagna faceva di tutto, si è dedicato anche all’arrampicata. Lele era una persona buona, disponibile, con la battuta sempre pronta. Andavamo spesso insieme, ricordo ancora il nostro primo quattromila, quando, appena uscito dal corso, venne con me per scendere dal Gran Paradiso con gli sci ai piedi».

Di un’altra attività, parla Gian Luca Giovanardi: «Lele - spiega il dirigente del Cai - è stato anche un bravo accompagnatore nel settore escursionistico. Ci dava una grossa mano nelle uscite più impegnative, soprattutto quelle invernali che richiedono l’uso di attrezzature, come ramponi e Arva, mettendo a disposizione le sue conoscenze alpinistiche. Anch’io ho fatto con lui diverse uscite: non dimentico la salita con le pelli di foca in alta Val Maira. Era un piacere averlo come compagno di escursioni».

Chi lo conosceva meglio di tutti, però, anche dal punto di vista personale, è forse Silvia Strata: «Ho incontrato Lele nel 2009, quando ho cominciato a frequentare il Cai - ricorda -: era tranquillizzante, attento, una persona buona che dava sicurezza a chi usciva con lui. Insieme abbiamo vissuto tante esperienze: vacanze, qualche uscita al cinema e ultimamente diverse avventure in mountain bike. Per me era un amico vero: gli sono stata vicina anche nell’ultimo mese durante il ricovero. Per ricordarlo com’era, basta leggere l’ultimo messaggio che mi ha mandato venerdì: “Come sta il tuo pollice?”. Nelle ultime ore di vita si preoccupava del mio piccolo infortunio».

Gabriele Zoni lascia l’anziana mamma e il fratello Stefano. In sua memoria verrà recitato il rosario nella chiesa del Sacro Cuore, in piazzale Volta, questa sera alle 19. Le esequie saranno celebrate domani, con partenza alle 12,45 dalla camera mortuaria dell’ospedale Maggiore, mentre la cerimonia funebre sarà officiata alle 13 nella stessa chiesa del Sacro Cuore. Alle 14,30 la salma arriverà al cimitero di Baganzola, dove Lele riposerà accanto al papà.

Antonio Bertoncini