EDITORIALE
A Elon Musk, si sa, non sono mai piaciute le mezze misure. Chissà se è fiero anche del record infilato dal titolo Tesla, capace di bruciare a Wall Street 700 miliardi di dollari di capitalizzazione (sì, gli 0 sono giusti…) dal giorno del voto che quattro mesi fa aveva proiettato Donald Trump alla Casa Bianca. Un crollo del 48% per gli amanti delle statistiche.
Ci sono anche altri numeri che dovrebbero preoccupare l’uomo più ricco del mondo (o potrebbe forse non importargli nulla, considerata la visionaria eccentricità) e sono quelli delle vendite di modelli Tesla, che stanno precipitando alla pari delle azioni. Partiamo da lontano, dalla Cina: a febbraio immatricolazioni dimezzate poco sopra quota 30mila in un mercato (...)
che sta invece premiando proprio il segmento elettrico e dove il rivale numero uno, BYD, mette a segno un formidabile +187% sfondando il muro delle 67mila unità. Veniamo a latitudini più vicine: in Europa il dato di gennaio (l’ultimo disponibile al momento in cui scriviamo) segna per Tesla un drammatico -45%, con un calo significativo soprattutto in Germania, sebbene la fetta dell’elettrico sia in risalita. Non inganni il dato del mercato inglese (+21% in febbraio dopo un pessimo gennaio) perché si tratta comunque di una crescita dimezzata rispetto al +42% delle auto con la spina.
E oltre ai numeri ci sono anche dei segnali sociali che dovrebbero preoccupare Musk: in diverse parti del mondo, con particolare accanimento in Nord Europa, le Tesla vengono vandalizzate, in alcuni casi addirittura date alle fiamme mentre sui social impazzano meme e commenti sulle prese di posizione di Musk a fianco dei sovranisti e sui tagli - con corredo di motosega - al settore pubblico a stelle e strisce. E prima di passare alle conclusioni aggiungiamo anche un aspetto mediaticamente poco appariscente ma potenzialmente di grande portata: facoltosi investitori cinesi, in incognito dietro a «special purpose vehicles» finanziari per mettersi al riparo da eventuali ire su ambo i lati del Pacifico, stanno acquistando quote nelle società non quotate di Musk, da xAI a SpaceX.
E dunque? Per Musk suonano almeno tre campanelli d’allarme. I primi due sono «politici»: da un lato l’esposizione a fianco di Trump, le discutibili uscite a gamba (e braccio) tesi in faccende politiche altrui stanno costando al miliardario un boicottaggio più o meno coordinato dei suoi prodotti; dall’altro, proprio la presenza nella stanza dei bottoni ne fa un trampolino ideale da essere utilizzato e strumentalizzato per altri fini, perché se il Financial Times ritiene gli investimenti privati cinesi dettati puramente dal profitto, il sospetto che la mossa celi altri intenti resta, così come piovono già accuse interne sul fatto che Musk sia più interessato alla reputazione in Cina che agli interessi americani.
Il terzo allarme riguarda invece l’aspetto industriale della vicenda: se Tesla oggi come oggi è in crisi è anche perché ha smesso da tempo di investire. Qualche anno fa era in vantaggio su tutti ma oggi continua a proporre modelli «vecchi» di una gamma striminzita (sostanzialmente Model 3 e Model Y) mentre la concorrenza fa passi da gigante. I veicoli elettrici cinesi oggi hanno più tecnologia e appeal di Tesla, basti pensare al display di BYD che con un semplice tocco ruota da orizzontale a verticale, un gadget irresistibile, o al fatto che sta integrando le funzioni di intelligenza artificiale di DeepSeek nei software delle e-car. Non solo: le auto cinesi costano anche molto meno nonostante Tesla abbia già abbassato i listini in Cina. Potrebbe farlo ancora, ma erodendo ulteriormente i margini. Fatto sta che l’outlook di Tesla nel medio termine, per Morgan Stanley, non è affatto positivo.
Non basta arrivare per primi sul mercato, bisogna poi saperci rimanere come ci hanno mostrato in tempi relativamente recenti, sempre sul fronte della tecnologia, Ericsson o BlackBerry. A Elon Musk piace giocare, fa parte del personaggio, e oggi lo spazio probabilmente lo attira di più di quattro ruote a guida autonoma. Eppure a volte basta un attimo: anche i suoi razzi ogni tanto esplodono…
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