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Classifica del clima: a Parma tira una brutta aria

Classifica del clima: a Parma tira una brutta aria

21 Marzo 2025, 03:01

Vivibilità climatica: Parma in regione è la città messa peggio. Inoltre, come tantissime città del Nord Italia, penalizzato (come la Pianura Padana) dal caldo estivo e da grandinate e alluvioni, veleggia nella parte bassa della classifica. Addirittura all'84º posto su 108. Tredici posizioni in meno rispetto ai due anni precedenti e addirittura 33 rispetto al 2021.

Prima è invece Cagliari, seconda Napoli e terza Salerno. Favorite, al pari di altre città del Sud, dal mare e dalla brezza estiva oltre alla scarsa pioggia caduta nell'arco dell'anno.

Questo e tanto altro si può leggere nei risultati della quarta edizione dell'indice di vivibilità climatica realizzato dal Corriere della Sera, ieri in edicola e sul sito del quotidiano di via Solferino, in collaborazione con iLMeteo.it. Sotto la lente le «performance» climatiche delle 108 città capoluogo di provincia italiane nello scorso anno, il 2024, il più caldo di sempre. Se la Sardegna, con Cagliari (per il capoluogo sardo 715 punti frutto della somma dei vari posizionamenti nelle varie voci in un'analisi di oltre 400 milioni di dati che si è servita anche dell'intelligenza artificiale ), e il Sud in generale fanno la parte del leone, il Nord a livello climatico non è messo bene, causa maltempo e inquinamento atmosferico. A Milano, ad esempio, 91º nella classifica generale, l'anno scorso le giornate di pioggia (per cui in testa c'è Varese) sono state 111 con il record del 58 per cento di precipitazioni in più. Brescia, invece, tra le «locomotive» del nostro tessuto economico, è all'ultimo posto per la vivibilità climatica. Tra le grandi città la più climaticamente vivibile è, dunque, Napoli (appena dietro Cagliari nella graduatoria generale), che l'anno scorso occupava il 79º posto, Torino è dodicesima (+39), Bari tredicesima (+40), Milano appunto 91ª (-14) e Firenze 93ª. Roma guadagna 25 posizioni piazzandosi al 68º posto mentre Bologna è trentesima, prima in regione, scalandone quattordici.

Risultati che fanno rima con il famigerato cambiamento climatico se si pensa il costante aumento delle temperature che fa sì che al Centro-Nord in certi periodi non basti più nemmeno spostarsi in collina per riuscire a «respirare». Un dato sorprendente, a tale proposito, riguarda una città padana molto vicina a noi. Cremona, infatti, è al primo posto per il caldo africano con 58 giorni di massime sopra i 34 gradi. Inoltre, che l'inverno ormai sia sparito lo dimostra il fatto che a Milano i giorni di gelo, con il termometro che segna zero o meno di zero, sono passati a 24 rispetto a una media trentennale di 47. Non pervenuti, invece, i giorni di ghiaccio con le temperature massime che rimangono sotto lo zero. Per non dire della neve, ormai quasi sparita dalle pianure del Nord da almeno dieci anni.

Ecco, voce per voce, i diciassette indicatori da cui deriva la graduatoria finale. La prima voce analizza la brezza estiva e cioè i chilometri orari medi di vento nella stagione estiva e la media dei valori orari di vento dal primo giugno al 31 agosto. Ebbene, qui la parte alta della classifica è appannaggio di isole e Sud per un podio che vede nell'ordine Cagliari, Brindisi e Catanzaro. Parma è al 62º posto. Nel cosiddetto comfort per umidità (numero di giorni annui di comfort climatico, quando l'umidità resta tutto il giorno nella fascia maggiore o uguale al 30 per cento e minore o uguale al 75) Parma è 59ª con 106 giorni. Poi 46ª con venti giorni di caldo africano (numero giorni annui con temperatura massima superiore a 34 gradi, classifica che vede prima Cremona, seguita da Terni e Caltanissetta) e 44ª per escursione termica.

Parma occupa posizioni elevate di classifica invece essendo ottava negli eventi estremi (sette giorni con almeno 40 mm di precipitazioni più vento superiore ai 30 km/h) e terza per nebbia (numero di giorni annui con visibilità inferiore ai mille metri): in questo caso è «sul podio» dopo Asti e Ravenna, con 103 giorni. Se poi giorni freddi (temperatura massima inferiore allo zero) non ce ne sono stati, i giorni di gelo (minima inferiore allo zero) sono stati 37 tanto da farla salire al 19º posto. Ancora, 47 sono state le notti tropicali (Parma è ottantesima) e trentacinquesima per nuvolosità, 66ª per ondate di calore (45 in un anno), 36ª per giorni di pioggia (96) e 38ª per piogge intense (numero ore annue con precipitazioni superiori ai 5 mm in 5 minuti o a 15 mm in un'ora). Parma è anche ottantesima per le raffiche di vento (numero di giorni con velocità superiore ai 30 km/h) con 103 giorni, cinquantesima per il soleggiamento (media di ore di sole giornaliere con irraggiamento di almeno 300 watt al metro quadro) con sei ore e al cinquantesimo posto per numero di giorni con temperatura percepita uguale o superiore a 32 gradi.

Infine, la siccità. I valori negativi dello Standardized precipitation index (Spi) indicano un deficit idrico, una maggiore siccità (valori compresi tra -2,5, siccità estrema, e +2, umidità estrema). Qui, Parma è al 105º posto, una di quelle messe meglio, a parte Vicenza, Lodi e Verona.

Michele Ceparano

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