STALKING
Una videocamera in salotto per controllare l'ex compagna: patteggia 1 anno e 10 mesi
Quasi trent'anni di differenza tra lui e lei. E l'arroganza di sentirsi il padrone e il regista della sua vita. Impossibile, quindi, accettare che Maria (la chiameremo così) avesse riconquistato la sua indipendenza, il desiderio e la determinazione di sentirsi libera. Così, dopo che la storia è finita, per sei mesi ha dovuto fare i conti con la sua ombra maledettamente ingombrante: da settembre 2023 a marzo 2024 si è sentita osservata, braccata e minacciata. Per controllarla meglio, era riuscito anche a piazzare una videocamera dietro al televisore del soggiorno. Accusato di stalking aggravato, l'ex compagno - 53enne, originario di Potenza, ma residente a Parma - ha patteggiato 1 anno e 10 mesi. La giudice Sara Micucci gli ha concesso la sospensione della pena, ma l'uomo dovrà frequentare un percorso in un centro per uomini maltrattanti.
Aveva cominciato con una valanga di messaggi, inviati non solo a Maria, ma anche al suo precedente fidanzato, al datore di lavoro e ad alcuni colleghi. Un unico scopo: denigrarla, distruggerne l'immagine. E il tono era angosciante: «Mi dovrai vedere ovunque, vedrai che bei risvegli avrai. Oggi goditi l'ultima sera felice - le scriveva - e da domani si vedrà. Ho tanto tempo libero, e il mio lavoro sarà prendermi cura di te».
La pedinava e più volte si era piazzato sotto casa di Maria per tentare di incrociarla. Certo, le aveva fatto arrivare anche alcuni mazzi di fiori, che però in questa fase avevano solo il cattivo profumo della persecuzione.
Si insinuava ovunque. Quando aveva saputo della denuncia di Maria dopo che si era ritrovata le gomme dell'auto tagliate, aveva prima contattato l'assicurazione della donna e poi le aveva inviato una mail, da un indirizzo non suo, chiedendole di inviargli i documenti relativi alla vicenda.
Pareva sempre più aggressivo. Quasi fuori controllo. Un giorno, uscendo di casa, Maria aveva ritrovato una busta indirizzata a lei, e all'interno poche parole minacciose: «Hai una vita movimentata, ma può essere pericolosa: la mattina, alle 4, è buio, e quando torni può essere pericoloso».
Terribilmente inquietante. Tanto da far scattare il divieto di avvicinamento.
Georgia Azzali