Porte danneggiate e rubato il fondo cassa
I ladri colpiscono alla Famija Pramzana: «E' la terza volta»
«Nella sfortuna di aver subito il furto possiamo dire che è andata bene che non sono sono riusciti a salire al primo piano, dove c'è la sala Barilla. Perché lì avrebbero potuto fare ancora più danno».
Una ben magra consolazione, si potrebbe dire: ma in questo periodo di furti a raffica, di spaccate ormai quotidiane in tutti i generi di esercizi commerciali e ritrovi può succedere anche questo. Ci si stringe nelle spalle e si commenta: poteva anche andare peggio.
Proprio quello che si vede costretto a dire il presidente della Famija Pramzana, Claudio Cavazzini che ieri mattina si è trovato a fare i conti con una brutta sorpresa: il circolo ha chiuso alle 15 di domenica e tra la serata e la notte seguenti qualcuno è entrato nella storica sede di viale Vittoria e ha rubato quello che è riuscito ad arraffare. Il bottino non è grande: ma i danni sono abbastanza pesanti.
«E purtroppo non è neppure la prima volta che accade – spiega Cavazzini facendo il giro della sede e mostrando le porte sfondate e i segni eloquenti del passaggio di chi si è intrufolato nel circolo - In un anno è la terza volta che i ladri vengono da noi, due volte solo durante lo scorso inverno. Siamo un'associazione che vive di volontariato, ci pare che sia una situazione davvero assurda».
In questo caso, probabilmente nel corso della serata, la prima via d'accesso attaccata è stato il portone sul lato esterno della ex porta San Francesco, dove grazie alla presenza di una siepe che protegge dal traffico stradale i ladri hanno potuto darsi da fare senza essere notati.
Qui si sono concentrati sul portone come dimostrano i listelli di legno trovati a terra ma probabilmente nonostante quell'accanirsi non sono riusciti ad entrare. E quindi, non volendo rinunciare ad un colpo che immaginavano facile, sono passati all'altro ingresso, quello verso via Bixio. Visto dall'esterno l'uscio sembra assai robusto ma in realtà si tratta giusto di una porta antipanico: che ha ceduto.
Quindi sono entrati nel locale del bar a piano terra dove hanno svuotato il registratore dal fondo cassa e dove hanno prelevato delle bottiglie di vino e liquori.
«Poi sono saliti al piano superiore ma deve essere successo qualcosa – prosegue il presidente del circolo. - Forse sono stati disturbati, forse hanno pensato che qualcuno li avesse scoperti. Fatto sta che hanno aperto una porta in vetro che si trova lungo le scale ma non sono entrati nella sala Barilla e sono scappati. Dietro di loro è rimasto un cristallo crepato».
L'ennesimo problema che dovrà ora essere risolto. E che provoca una ovvia rabbia nei rappresentanti della associazione culturale.
«Questo edificio per di più è tutelato come un monumento e quindi le riparazioni dovranno tenerne conto: dovremo intervenire con estrema cura e cautela e questo significa che aumenteranno i costi che dovremo sostenere», conclude Cavazzini che da tempo ha suggerito a tutti i suoi collaboratori di fare molta attenzione.
«Qui al bar non lasciamo quasi più nulla ed in effetti sono sparite poche decine di euro del fondo, non hanno portato via le monete. Ma in compenso hanno rubato un po' di bottiglie».
Lo abbiamo detto: poteva andare peggio. Ma è proprio qui il problema. Ormai siamo assuefatti a colpi come questi. E ogni mattina facciamo la conta dei danni.
Luca Pelagatti