Una vita alla guida dell'hotel Stendhal
Addio a Bonfiglio Negri, un «ambasciatore» di Parma nel mondo. Per 38 anni al timone dello storico hotel «Stendhal», da cui nacque il suo amore intramontabile per la città emiliana, dove «emigrò» negli anni Sessanta dal comune piacentino di Morfasso.
Via Bodoni è improvvisamente più silenziosa, più vuota da quando mercoledì scorso Bonfiglio Negri è scomparso, all’età di 89 anni; lui che era stato l’instancabile ed elegante direttore della celebre struttura alberghiera della via parmigiana. Da tempo gli era stata diagnosticata una demenza vascolare e, dopo una settimana in coma, Negri si è spento nell’ospedale «Santissima Trinità» di Romano di Lombardia, nella provincia di Bergamo, dove l’89enne si era trasferito negli ultimi anni, abitando a Castel Rozzone. Il legame d’affetto tra il piacentino e l’hotel «Stendhal» iniziò nel 1967, quando Negri si insediò nella struttura alberghiera, all’epoca nella compagnia «Jolly Hotels» della famiglia Marzotto, che poi vendette la proprietà a un gruppo di imprenditori parmigiani. Dal 1973 Bonfiglio Negri ricoprì il ruolo di direttore dello «Stendhal» e dell’hotel «Toscanini». «Era più al lavoro che a casa, gli impegni erano tanti. Nonostante questo - ha raccontato il figlio Marco - è stato sempre un padre molto presente. Ogni tanto tornavamo insieme nella sua Parma e lo portavo a fare un giro nei suoi vecchi luoghi, come il bar Rustici e il Boito». Marco Negri per un periodo aveva collaborato nella gestione di alcune attività legate allo «Stendhal», per poi trasferirsi a Bergamo, dove oggi gestisce una distribuzione di cosmetici. Insieme anche alla moglie Paola e la figlia maggiore Francesca, Bonfiglio Negri si era innamorato di Parma, frequentando spesso i luoghi iconici dello stadio Tardini, nonostante fosse tifoso milanista, e del teatro Regio, da grande appassionato di musica. Grazie a Bonfiglio Negri il tempio della lirica del Ducato ha avuto spettatori da ogni Paese, che lui invitava per far apprezzare la bellezza dell'amata Parma. Senza dimenticare i grandi ospiti del «suo» albergo: dal pittore Renato Guttuso a Silvio Berlusconi, da Giulio Andreotti a Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Carla Fracci e Paola Borboni, tra i tanti: da Negri allo «Stendhal» sono stati accolti tutti i più grandi personaggi italiani e non solo. Esperienze che il piacentino amava condividere con la famiglia. «Ricordo quando venne Gianni Morandi, che mi prese in braccio. Incontrai anche Terence Hill - ha raccontato Marco - e tanti calciatori del Parma, come Cannavaro. Mio padre mi ha insegnato il valore dell’onestà, che è molto importante soprattutto nei giorni d’oggi». Aneddoti, parole che narrano la grande passione di Bonfiglio Negri per il «suo» hotel, che per lui era stato «il salotto dell’ospitalità, delle relazioni, delle aspettative, delle illusioni», come raccontò in un’intervista alla Gazzetta. I suoi funerali si terranno a Ciserano, in provincia di Bergamo, oggi alle 15, partendo dalle Sale del commiato della Bergamasca site in Verdello, con arrivo alle 14.30 alla «Parrocchia dei Santi Marco Evangelista e Martino Vescovo».
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