Premio «Con gli occhi di una donna»
Giovanna Botteri, dai Balcani alla Cina giornalista in prima linea
«La gente è confusa e spaventata, mai come in questo momento c’è bisogno di un’informazione autorevole e corretta».
Dalle parole della giornalista Giovanna Botteri - noto volto televisivo con alle spalle una lunga e prestigiosa carriera in Rai - emerge il pensiero critico di una donna che ha vissuto e raccontato i principali eventi internazionali della storia recente. Un pensiero che vede il giornalismo come uno strumento essenziale per rimettere ordine in un mondo sconquassato dalle tensioni e da una frenesia dilagante.
Ieri pomeriggio Parma ha accolto e premiato Giovanna Botteri, che nell’auditorium dell'Ape Museo ha ricevuto il riconoscimento femminile «Con gli occhi di una donna», giunto alla 18esima edizione e promosso dal Lions club Maria Luigia, con il patrocinio del Comune e dell’Università di Parma. A fare gli onori di casa Carla Dini, segretario generale della Fondazione Monteparma. «Un riconoscimento che è stato attribuito a grandi eccellenze del giornalismo. Si aggiunge ora il nome di Giovanna Botteri. Il premio testimonia bene il lavoro di qualità delle professioniste e la loro sensibilità. Ringrazio anche l’assessora Jacopozzi, che ci ha coinvolto».
Un evento che nasce dalla necessità di evidenziare questa sensibilità da parte delle croniste, che hanno «un’attenzione diversa nei confronti della situazione bellica rispetto agli uomini», ha sottolineato Maria Candida Benassi, presidente del Lions club Maria Luigia. «Sulla questione dell’Iraq per esempio, molte giornaliste - ha aggiunto Benassi - avevano cura di non trasmettere troppe immagini cruente, con un atteggiamento importante verso la popolazione, verso le donne e i bambini, figure che generalmente vengono un po’ trascurate in questi casi drammatici».
Oltre a Giovanna Botteri, nella serata di ieri, condotta dal giornalista Luigi Alfieri, è stata premiata anche Maddalena Ferroni, volto noto di 12 Tv Parma. Classe 2000, nata a Sorbolo, Ferroni ha ricevuto il riconoscimento che viene solitamente dedicato alle nuove leve del giornalismo, lei che ambisce a spaziare sempre di più tra i vari temi della cronaca. «Nasco curiosa, quindi vorrei affrontare diversi argomenti. Sicuramente il calcio è un tema molto interessante, che si interseca nella vita quotidiana di tutti noi. Mi piace anche l’attualità, dall’economia geopolitica alla finanza. Gli istanti prima di andare in diretta televisiva sono inimmaginabili e inspiegabili, una sensazione comunque molto bella. Per il premio ringrazio la Gazzetta di Parma».
Grande orgoglio e entusiasmo per Maddalena Ferroni per aver condiviso il palco di ieri con una big del giornalismo italiano come Giovanna Botteri. Dalla caduta dell’Unione Sovietica, alla seconda guerra del Golfo, fino alla pandemia, raccontata dalla cronista triestina dalla città cinese di Wuhan. Sono numerosi gli eventi globali seguiti da vicino da Botteri, che ha lavorato come inviata nella guerra dei Balcani. «Per me quella fu la prima esperienza sul campo, forte, dura, traumatica, che inevitabilmente mi resterà per sempre. Il Covid vissuto in Cina - ha poi spiegato - è stata un’altra guerra, in cui però tu non sapevi dove il nemico si annidava e da dove poteva arrivare. Nei centri per la pandemia venivi buttato con i malati, erano veramente scene tragiche. I vaccini hanno salvato il mondo. Quando sei dentro queste vicende è facile perdere di vista la “linea rossa”. Avere una figlia piccola mi ha aiutato ad essere riportata costantemente alla realtà: le sue telefonate mi salvarono la vita».
Pietro Amendola