Fidenza
Thomas Antonini, dal dramma alla maturità
7 anni fa, studente allora diciottenne, fra i migliori dell’istituto Berenini, era tornato in fin di vita dall’esperienza studentesca in Polonia
Thomas Antonini, dopo un lungo calvario, ha sostenuto le prove dell’esame di maturità: sette anni fa, studente allora diciottenne, fra i migliori dell’istituto Berenini, era tornato in fin di vita dall’esperienza studentesca in Polonia. Dalla gioia per la vittoria della borsa di studio all’incubo: era stato scambiato per un tossicodipendente, ricoverato in una struttura e poi trasportato in Italia a spese della famiglia.
Un ragazzo entusiasta e con eccellenti risultati scolastici, che gli erano valsi la borsa di studio a Breslavia (Wroclaw), in Polonia. Il 16 marzo del 2018, Thomas era nel suo alloggio e aveva accusato un malore. Era stato quindi ricoverato in un ospedale polacco per essere sottoposto a trattamenti che erano apparsi subito al fratello Mattia, accorso in Polonia, inadeguati e dannosi. Thomas era riuscito a rientrare in Italia, soltanto il 23 marzo 2018. Era tornato a Fidenza con un disperato viaggio in ambulanza, perché l’ambasciata italiana a Varsavia, aveva negato un trasporto sanitario urgente e la famiglia non poteva pagare i 24 mila euro necessari a un volo privato equivalente. I sanitari italiani dell’ospedale di Fidenza avevano attestato, nel referto redatto al suo arrivo, che Thomas, era in condizioni fisiche critiche: disidratazione, denutrizione, ipocalcemia, febbre e una trombosi cerebrale venosa in corso. Per quanto disperato però, il viaggio in ambulanza gli aveva salvato la vita.
I mesi e gli anni successivi sono stati un autentico calvario per il ragazzo e la sua famiglia, alla ricerca continua della verità. Della vicenda si era occupata in diverse occasioni, la trasmissione di Rai 3, Chi l’ha visto. L’ex sindaco e ora consigliere regionale, Andrea Massari, poco prima di terminare il suo mandato, aveva scritto al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e per conoscenza al Ministro degli affari esteri, Antonio Tajani e al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per chiedere aiuto per il caso del giovane fidentino Thomas Antonini.
«Signor presidente – concludeva la richiesta di Massari - ho bisogno del suo aiuto. La famiglia Antonini ha bisogno che lei si faccia interprete del desiderio di verità di persone per bene. Lei può fare chiarezza sull’accaduto. Confido in un suo intervento». La mamma Mariateresa, a nome di tutta la famiglia, ha postato sui social la notizia delle prove dell’esame di maturità, sostenute da Thomas, all’istituto Solari. «Oggi per Thomas è stata una giornata davvero importante: ha sostenuto l’ultima prova, l’orale, per ottenere finalmente il diploma. Dopo che sette anni fa il mondo gli è crollato addosso, dopo che tante volte il suo inconscio, lo ha riportato a quel tremendo Erasmus, oggi Thomas, ce l’ha fatta. E questo grazie alla sua immensa forza, al suo incrollabile spirito combattivo, alla sua famiglia e in gran parte all’aiuto dei suoi medici. In particolare il dottor Larini che, dopo averlo riportato a una vita più consona per la sua età, anche in questo periodo gli è stato davvero vicino». «Ma Thomas è un grande, ha lottato con tutte le sue forze per riappropriarsi del suo diploma», sono state le parole del dottor Larini. «Poi ci sarà tempo per riprendere a cercare la verità e la giustizia che nostro figlio si merita». Per oggi: bravissimo Thomas.