Serie A

Suzuki: «Parma, resto qui. E cresciamo ancora»

dal nostro inviato Marco Bernardini

Neustift im Stubaital - Lavoro e senso di responsabilità. Con un solo obiettivo in testa: cercare sempre di migliorarsi e diventare il numero uno al mondo. Zion Suzuki è fatto così e non può essere un caso se a 22 anni (ne compirà 23 il 21 agosto, tra meno di un mese) è il portiere titolare del Parma e della Nazionale giapponese, la prima a qualificarsi ai prossimi Mondiali del 2026 che si giocheranno tra Canada, Messico e Stati Uniti. Proprio dove nacque nel 2002, più precisamente a Newark nel New Jersey, da padre ghanese e madre giapponese prima di trasferirsi ad appena un anno a Saitama, a trenta chilometri da Tokyo, nel Paese del Sol Levante. Qua è iniziata la sua avventura nel mondo del calcio che lo ha portato a salire un gradino alla volta in maniera perentoria e repentina: la trafila nelle giovanili degli Urawa Reds, il debutto in prima squadra nel 2021, due stagioni più tardi il salto in Europa ai belgi del Sint-Truiden e, infine, nell'estate del 2024 l'approdo, tra la curiosità generale, per 7,5 milioni più 2,5 di bonus in maglia crociata come primo portiere nipponico nella storia della serie A.

Un rendimento altalenante in avvio poi pian piano, complici la miglior intesa con i compagni e l'arrivo di Pavarini, è cresciuto sempre di più mettendo in mostra straordinarie doti fisiche e tecniche tanto da meritarsi l'attenzione di alcuni club europei di assoluto prestigio: tra i tanti rumors circolati negli ultimi mesi, anche quelli relativi all'interesse di Bayern Monaco, Manchester United, Chelsea, Napoli, Milan, West Ham e Galatasaray. Ma Zion, valutato non meno di quaranta milioni, la sua decisione l'ha già presa da tempo: non si muoverà da Parma perché vuole vivere un altro anno da protagonista tra i pali in vista del Mondiale. E lo conferma lui stesso dal ritiro austriaco di Neustift, in cui ha ripreso ad allenarsi con la consueta serietà e professionalità. «Sì, so che c'erano molte voci su di me -spiega Suzuki, che ha chiuso la sua prima annata in Italia con uno score di 37 partite giocate e 53 gol presi- ma sono totalmente focalizzato sul Parma e mi sto preparando per iniziare bene la stagione».

È vero che in passato disse no a Manchester United e Chelsea?

«Il Parma mi ha fatto un'offerta fantastica quindi ho pensato subito di accettare e di venire in questo club. L'anno scorso c'è stata l'opportunità di crescere, sono davvero soddisfatto della mia scelta».

Cosa rappresenta la possibilità di giocare i Mondiali?

«Significa molto. È un grande onore perché fin da bambino ho sempre sognato di giocare i Mondiali. Ma, prima di tutto, è importante fare bene nel Parma».

Come giudica la sua prima stagione in Italia?

«Alla fine abbiamo raggiunto il nostro obiettivo che era quello di restare in serie A, sono cresciuto molto ed è stata una buona stagione».

Cosa le ha insegnato lo scorso anno?

«Mi ha insegnato l'importanza della preparazione perché solo se ti alleni bene e in un certo modo puoi fare buone prestazioni».

Quanto è cresciuto lavorando assieme a Pavarini?

«È un ottimo allenatore, sono migliorato tanto, specialmente, dal punto di vista tecnico e della posizione. Ho imparato molto da lui».

Qual è stata la sua parata più difficile?

«È dura scegliere, ma se proprio dovessi indicarne una direi la doppia parata contro la Roma al Tardini. Mi sono dovuto rialzare subito cambiando la posizione del corpo tra il primo e secondo intervento, non era semplice».

Qual è il suo punto di forza?

«Il mio punto di forza sono i rilanci lunghi e la distribuzione del pallone. Mi piacerebbe fare più assist con i piedi ai miei compagni».

In cosa si sente di dover migliorare?

«Ci sono ancora tante cose da migliorare, in primis, nel movimento dei piedi sulle parate. A volte un piccolo passo in più mi aiuterebbe a prendere meglio la palla».

Quali sono gli obiettivi personali e di squadra nella prossima stagione?

«Prima di tutto, voglio ridurre il numero di gol subiti perché nella passata stagione ne abbiamo incassati molti. Il primo obiettivo personale è quello poi come squadra vogliamo alzare l'asticella e non lottare solo per la salvezza».

Cosa pensa del nuovo mister Cuesta?

«È un allenatore davvero appassionato, è chiaro in quello che dice. Ho avuto impressioni positive su di lui».

Quando e come è nata la passione per il calcio e il ruolo del portiere?

«Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo cinque anni grazie al mio fratello maggiore. Poi, non so perché, ma mi piaceva indossare i guanti e fermare la palla. Da lì è cominciata la mia carriera in porta».

Come vive la condizione di essere un cittadino del mondo?

«Sono nato a Newark, ma subito dopo mi ero trasferito in Giappone quindi non ricordo nulla della vita negli Stati Uniti. Mi considero giapponese al 100%».

Cosa le ha trasmesso la cultura giapponese?

«Mi ha insegnato la disciplina e l'umiltà».

Che idea si è fatto del calcio italiano?

«Mi piace giocare in serie A, credo che il calcio italiano sia in crescita e propone ancora uno dei migliori campionati del mondo».

Cosa prova a difendere la porta che fu di Gigi Buffon?

«È davvero un grande onore ma, allo stesso tempo, sento il peso della responsabilità perché è stata una leggenda. E io vorrei essere come lui».

Chi è oggi il suo modello?

Apprezzo Ederson, è molto bravo nei passaggi e nella distribuzione del gioco. Ha un'ottima visione, è bravo nelle uscite alte e sa fare assist con i piedi».

Come si trova con la squadra?

«Ho un buonissimo rapporto con i compagni, anche i nuovi arrivati si sono integrati subito come fossimo una famiglia. C'è una bella atmosfera».

E in città?

«Le persone sono molto carine, a Parma si vive bene e il cibo è fantastico. Curo molto il fisico e l'alimentazione, che è importante per tutti i calciatori, ma ogni tanto qualche “sgarro” tra salumi e formaggi -sorride- me lo concedo».

Ha altre passioni oltre al calcio?

«Fuori dalla stagione sportiva, mi piace giocare a golf ma durante il campionato diventa difficile trovare il tempo. Così quando capita mi rilasso e guardo YouTube».

Qual è il suo sogno nel cassetto?

«Vorrei avere successi con il club e nel lungo termine punto a diventare il più forte portiere del mondo».