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Lutto

Addio a Thierry, medico generoso. Fu camice bianco dell'Avis

Addio a Thierry, medico generoso. Fu camice bianco dell'Avis

14 Agosto 2025, 03:01

Aveva solo 57 anni Vincent Thierry Atangana Abena: il suo cuore ha cessato di battere nelle prime ore di lunedì 11 agosto dopo una lunga lotta contro un male aggressivo.

Camerunense di origine e di cittadinanza, francese di nascita, parmigiano d’adozione, Vincent Thierry ha trovato il suo spazio nella vita con la forza e la determinazione di chi vuole perseguire un obiettivo, e lo ha fatto superando tutti gli ostacoli che si è trovato di fronte (a cominciare dalle barriere linguistiche) e senza mai dimenticarsi delle persone che avevano bisogno.Nato a Lille da genitori che si trovavano in Francia per studio, a 5 anni si trasferì in Cameroun al seguito della famiglia. Lì rimase fino a 19 anni, poi venne in Italia per frequentare la scuola per stranieri a Perugia e quindi a Parma dove si laureò in Medicina. Specializzato in agopuntura, Vincent Thierry Atangana ha lavorato presso diversi poliambulatori, in particolare Santa Caterina e, più di recente, Euromed, Medlavitalia e Ctr di Reggio Emilia. Inoltre ha prestato a lungo servizio al Centro trasfusionale dell’Avis di Parma, sia nella sede centrale che in diversi centri della provincia. La sua scomparsa lascia nel dolore tante persone che lo hanno conosciuto e i familiari, in particolare la figlia Joelle, ora ventunenne, e la compagna Emanuela. «Vincent – ricorda Emanuela – è stato per me un grande compagno di vita, capace di affrontare con dignità anche i momenti difficili della malattia, e per molti pazienti un medico di straordinaria umanità. Praticava l’agopuntura con grande professionalità. Fra le sue tante iniziative, quella che gli stava più a cuore è il progetto sulla fibromialgia, sul quale ha cercato di creare una rete coinvolgendo le strutture sanitarie pubbliche di Parma e Reggio Emilia. Viveva la medicina come missione - rivela-: se si presentava a lui qualcuno bisognoso di cure che non poteva pagare, lo trattava gratuitamente e lo salutava con il suo inconfondibile sorriso sulle labbra. Ha sempre guardato alla vita con ottimismo, gli piaceva la pratica sportiva all’aria aperta, le uscite in bicicletta e adorava la musica jazz».

Il ricordo della compagna di vita trova piena conferma da parte di chi lo ha conosciuto come medico dell’Avis: «Vincent era un bravo medico e una persona di grande umanità – così lo ricorda Giancarlo Izzi, direttore sanitario dell’Avis Provinciale – aveva un’attenzione straordinaria per tutti i donatori con i quali entrava in contatto, stava dalla loro parte, e soprattutto era una garanzia nella sicurezza legata alla donazione di sangue. La sua capacità di condivisione dei valori della donazione, il suo sorriso, l’umanità e l’empatia di cui era capace hanno segnato la sua lunga presenza nelle strutture di Avis. Sono queste le doti che gli hanno consentito di superare le difficoltà nel suo non facile percorso di vita, facendone parte della nostra grande famiglia dei donatori».

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