Scomparso

Addio a Luigi Cortesi, il «faro» degli atleti parmigiani

Andrea Grassi

Se ne è andata una figura storica dello sport parmigiano. Classe 1929, Luigi Cortesi è venuto a mancare negli scorsi giorni, a 96 anni. Già professore di educazione fisica all'Itis, ha dedicato tutta la sua vita allo sport. Come educatore e allenatore ha fatto avvicinare e appassionare all'atletica tantissimi giovani del territorio, che grazie a lui hanno scoperto il valore della disciplina e della dedizione.

Per capire chi è stato davvero Cortesi non bastano le numerose medaglie e i riconoscimenti ricevuti - tra questi, l'attestato di Benemerenza del Coni per fedeltà allo sport e la nomina a Cavaliere della Repubblica italiana per meriti sportivi - ma occorre ascoltare le parole di chi l'ha conosciuto e ha vissuto una vita accanto a lui.

La figlia Isotta lo descrive come un padre affettuoso, ma anche come un allenatore esigente e in grado di spronare e tirare fuori il meglio dalle persone di cui si circondava. «Era una persona estremamente disponibile, sempre pronto a spronarci a migliorarci, non solo nello sport ma in ogni ambito della vita - ricorda -. Anche dopo che avevo smesso di fare atletica, continuava a coinvolgermi: mi ha portata alla scuola estiva della Barilla e mi ha convinta a cimentarmi nel tiro con l’arco. Arrivai terza alle provinciali. Poi fu la volta del ping pong: mi stimolò ad allenarmi, e insieme ad Alessia Arisi arrivammo quarte ai campionati italiani a squadre».

Con un papà così, lo sport era parte integrante della vita di tutti i giorni. «La nostra casa era sempre piena di atleti - racconta Isotta -, anche dopo che avevano smesso: venivano da noi, restavano a cena. Anche in vacanza all’Elba ci raggiungevano. Era una figura che aggregava, che lasciava il segno».

Paolo Scaramuzza, bobista e atleta delle Fiamme oro, lo ricorda come il suo «faro». «È stato per me una persona fondamentale - afferma -. Mi ha seguito fin dagli esordi all’Itis, con gli allenamenti al Campo scuola e alla palestra Lauro Grossi. Era dolce, gentile, disponibile, sempre allegro e di buon umore. Aveva un modo tutto suo di motivarti». Scaramuzza ricorda anche il suo approccio innovativo agli allenamenti. «Fu tra i primi a introdurre la tecnica dell'elastico passante per carrucola, per aumentare le prestazioni negli allenamenti dei velocisti. Leggeva riviste scientifiche, si documentava: era avanti. E poi c'era quella sua convinzione che la vitamina C facesse miracoli: noi ci ridevamo su, ma era il segno della sua passione per la sperimentazione e per lo sport».

Anche Carlo Devoti, pallavolista e fondatore insieme a Cortesi della Gioventù olimpica parmense, ne ricorda l'impegno educativo e la visione pionieristica. «Lo conobbi nel periodo in cui lo sport studentesco aveva un grande valore. Insieme fondammo la Gioventù Olimpica Parmense. Da lì sono usciti nomi come Fausta Quintavalla, Franco Musiari, Giulio Belletti, Paolo Vecchi, Gilberto Passani. Una generazione di campioni. Ma ciò che più colpiva era l’affetto che i suoi allievi provavano per lui: fu un vero maestro».

Luigi Cortesi è stato allenatore di basket, nuoto, rugby, atletica, orienteering, lotta e judo e con tutti i suoi atleti ha mantenuto un rapporto che è sempre andato oltre lo sport, tanto che alcuni suoi ex allievi avevano creato un blog intitolato «Compatibilmente con l'età». Era la frase con cui Luigi rispondeva a chi gli chiedeva come stesse e che in un certo senso riassumeva il suo spirito e approccio alla vita: concreto, ironico e sempre con il sorriso sulle labbra.

Andrea Grassi