FESTIVAL VERDI
Damiano Lombardo «salva» la recita di «Otello»
«Otello» con ... brivido sabato sera al Regio.
Capita spesso che, per un qualsiasi motivo, un cantante non possa andare in scena alla recita e si debba trovare un sostituto: lo spettacolo deve continuare. Molte carriere, soprattutto un tempo, sono partite proprio con una sostituzione. Oggi è diventato difficile visto che il teatro, per non rischiare, anziché affidarsi alle cover (i cantanti che partecipano alle prove per eventuali coperture) preferisce affidarsi a professionisti già più rodati. Le modalità di sostituzione possono essere diverse e non sempre ci si limita a indossare il costume del titolare per prenderne il posto perché, anche conoscendo bene l’opera, non si può improvvisare una regia che richiede molte prove. Tutto dipende dal preavviso: qualche anno fa in «Anna Bolena» al Regio nel 2017 il titolare indisposto alla terza recita aveva mimato la parte mentre il sostituto cantava dal margine del palcoscenico con lo spartito in mano, per poi entrare completamente nel ruolo alla quarta. Per «I Vespri Siciliani» nel 2010, invece, durante la terza recita era dovuto subentrare, a spettacolo già iniziato, uno studente del Conservatorio senza costume e con lo spartito.
Sembra esserci un problema tra il Regio e le terze visto che sabato sera in «Otello» (dopo che il protagonista era stato sostituito da Yusif Eyvazov alla seconda) c’è stato un intoppo in più. Oltre alla parte di Otello che è stata sostenuta da Brian Jadge (in un ideale restituzione del favore a Fabio Sartori, che a sua volta lo aveva sostituito due anni fa in Tosca) si è verificata una defezione ancora più improvvisa. Alle 19.50 il Coro, che aveva appena terminato la prova di assestamento e aveva già indossato il costume, è stato convocato sul palcoscenico dalla direzione del teatro per un’emergenza. Questa volta a mancare era Roderigo, ruolo breve ma indispensabile, e a Damiano Lombardo è stato chiesto se si sentiva di sostituirlo. Il tenore, che canta tra le fila del Coro del Teatro Regio dal 2015, forte dell’esperienza e della sua sicurezza musicale (può vantare di aver compiuto anche gli studi di pianoforte) ha dimostrato un sangue freddo che non pensava di avere e ha accettato di provare musicalmente il ruolo (in 8 minuti) con il maestro Gianluca Ascheri, prima di cantarlo dalla barcaccia. «È stata una soddisfazione enorme e inaspettata - spiega Lombardo - ma la cosa più bella è stata questa opportunità e il fatto che il teatro si sia fidato dando un bel riconoscimento a me e a tutto il Coro, con la preparazione del maestro Faggiani».
Giulio A. Bocchi