Comune
Guerra: «Capitale europea dei giovani, avanti con il programma. Il ministro Abodi è al fianco di Parma»
Manca poco più di un anno all'avvio di Parma capitale europea dei giovani 2027, ma il tempo corre in fretta quando si parla di scadenze. Ed è per questo che anche ieri il sindaco Michele Guerra, insieme a Beatrice Aimi, assessora alla Comunità giovanile, e a Francesco Sansone, presidente del Consiglio locale dei giovani, era a Roma, nella sede del ministero per lo Sport e i Giovani. «Il ministro Andrea Abodi e il ministero sono in campo, al fianco di Parma, in modo molto deciso. E questo ci conforta perché vuol dire che possiamo contare sulla struttura del ministero e su tutte quelle leve e quegli strumenti legati al ministero stesso», spiega il sindaco, mentre è sulla via del ritorno.
«In questi anni il ministro Abodi è stato sempre al nostro fianco, con una capacità non comune di contribuire all'evoluzione dei nostri progetti. Nell'ultimo incontro si è confermata questa piena sintonia e si è anche confermata la reciproca consapevolezza che quello che Parma sta costruendo può rappresentare un modello territoriale, nazionale ed europeo», aggiunge il sindaco.
«Abodi conosce il nostro progetto dall'inizio, è perfettamente sul pezzo», assicura Guerra, per far capire che il vertice romano non è stato un incontro fortuito, ma il tassello di un dialogo che da mesi lega Parma alla capitale in vista del 2027.
L'obiettivo, anche ieri, era chiaro a tutti i soggetti riuniti attorno al tavolo: vietato trasformare la città in una fabbrica di eventi. I progetti di Parma capitale europea dei giovani devono durare nel tempo. Devono diventare opportunità concrete di miglioramento e di benessere per le nuove generazioni, ripetono il sindaco e l'assessora Aimi. «Lo stesso ministro ci ha invitato a fare in modo che le varie iniziative si possano consolidare nel tempo», puntualizza Guerra. «Quelle della Capitale europea dei giovani non sono progettualità fini a se stesse o semplici eventi, ma sono proprio un ecosistema di opportunità», spiega Aimi. Opportunità all'interno delle quali non è esclusa la presenza del ministero.
L'assessora poi rivela l'esistenza di una data chiave. «Il 24 gennaio ci sarà il confronto, all'interno di “Mi prendo il mondo”, tra Parma e le precedenti capitali europee, in un dialogo sui temi delle quattro vie della trasformazione, che sono il benessere, la sostenibilità, la partecipazione giovanile e l'inclusione».
Intanto Parma continua a tessere la sua rete di relazioni, per coinvolgere altre realtà in vista del 2027. «Abbiamo una progettualità chiamata Youth cities, cioè Città dei giovani, che riprende le città che hanno vinto. Noi, già l'anno scorso, abbiamo agganciato tutte queste realtà e abbiamo costituito un nucleo di città per giovani, con l'obiettivo di coinvolgere, nel corso del 2026, altre città e comuni nel Paese, per costruire insieme a noi quelle policy e quegli strumenti che saranno l'output della Capitale europea dei giovani». Una volta costruita questa squadra, l'idea del Comune è di redigere un «documento di policy» dedicato proprio alle politiche giovanili.
Intanto, sindaco e assessora ricordano che a gennaio 2025, in occasione di «Mi prendo il mondo», il ministro Abodi gettò le fondamenta di quella collaborazione con Parma che, nel corso dei mesi a seguire, è diventata sempre più stretta e proficua. «Dall'incontro di oggi al ministero (ieri per chi legge, ndr) - aggiunge Aimi - parte l'agire concreto, anche con il loro ufficio tecnico. C'è un supporto fattivo anche di co-progettazione delle attività specifiche».
Come detto, insieme alla parte «amministrativa», la delegazione parmigiana prevedeva una rappresentanza del Consiglio locale giovani. «Abbiamo spiegato al ministro - fa notare Aimi - come questo consiglio venga interpellato da tanti consigli locali e tante consulte giovanili di altre parti d'Italia, per conoscere il modello Parma. Si approcciano a noi con tanta curiosità e voglia di collaborare».
Insomma, Parma si sta dimostrando un modello a livello nazionale per le politiche giovanili, come confermerebbe l'apprezzamento del ministero di fronte alle progettualità portate avanti dall'amministrazione.
«Ora siamo arrivati ad un punto in cui il progetto di Capitale europea dei giovani è molto strutturato - conclude Guerra - e quindi abbiamo pensato di andare al ministero per aggiornarli in merito agli sviluppi. Al termine dell'incontro possiamo dire che il lavoro svolto fino a questo momento è stato particolarmente apprezzato». Anche la città dovrà riuscire ad apprezzare i progetti e le opportunità legate al titolo di capitale europea dei giovani.
Pierluigi Dallapina