Lutto
Stefano Girasole: competenza e umanità
Un funzionario capace e competente e un uomo di rara bontà e disponibilità. È scomparso l'altra notte a sessantasette anni (ne avrebbe compiuti sessantotto proprio domani) Stefano Girasole, dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo.
«La scomparsa di Stefano ha colpito profondamente tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di averlo come collega ma anche come amico - spiega Cesare Azzali, direttore dell'Unione parmense degli industriali -. Se ne va una persona che ha sempre meritato la considerazione e l'affetto di tutti quelli che hanno condiviso un pezzo della loro vita con lui».
Dopo il diploma di maturità classica conseguito al Romagnosi, Girasole si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza diventando successivamente avvocato.
Entra all'Unione parmense degli industriali il 15 ottobre 1984, dove diventerà capo servizio dell'area economica e si distinguerà per le sue competenze in materia fiscale. All'Upi rimane fino al 31 agosto 2021, quando lascia l'incarico per stare accanto alla moglie Anna, anche lei dipendente dell'Upi, scomparsa recentemente. «Era un ottimo professionista - prosegue Azzali - e un grande conoscitore delle materie che aveva scelto di studiare».
Al di là delle doti professionali, il funzionario scomparso era anche uno che, sul posto di lavoro, sapeva fare gruppo.
«La nostra associazione - aggiunge Azzali - è anche una comunità di persone e ce ne sono alcune che più di altre sanno meritare l'affetto e la stima dei colleghi. Stefano era fra queste».
La notizia della sua morte ha sconvolto i tanti colleghi ma anche i numerosi amici che Girasole in questi anni si era conquistato con la sua grande umanità e la sua gioia di vivere.
Pur nella sofferenza, dal momento che la vita l'aveva spesso messo alla prova, non aveva infatti mai perso quell'ottimismo che lo caratterizzava da sempre.
Era un uomo dai modi signorili, sia che si rapportasse con i colleghi sia fuori dall'ufficio.
Estremamente riservato, allo stesso tempo sapeva confrontarsi con il prossimo in maniera aperta.
Persona di grande disponibilità e generosità, ricorda ancora Azzali, «non ha mai perduto la sua positività, perfino negli ultimi giorni di malattia. Riusciva a trasmettere serenità a chi gli stava attorno. Una lucidità che lasciava addirittura sorpresi».
Girasole, pur avendo subito una gravissima perdita con la scomparsa della moglie, non è però morto da solo. Anzi, fino all'ultimo istante ha avuto attorno a sé i parenti e una moltitudine di amici, per cui era e resterà sempre «Giga», che non gli hanno mai fatto mancare il loro affetto.
Pur serissimo e preciso nella sua professione, Girasole - il cui funerale sarà celebrato lunedì mattina nella chiesa di San Pellegrino di via Farnese, nel quartiere dove viveva, mentre chi vorrà potrà salutarlo da oggi alla sala del commiato Cof in viale della Villetta - aveva anche tante passioni.
Quando non lavorava, Girasole indossava infatti i panni del vero sportivo. Era, infatti, un appassionato di calcio e tennis, discipline che, come racconta chi ha disputato con lui indimenticabili partite, praticava con ottimi risultati.
Ma un'altra passione che ne dimostrava la positività e la gioia di vivere, era quella per la musica, in particolare il rock. Più precisamente amava il rock progressivo di gruppi come i Jethro Tull di cui, quando poteva, non perdeva un concerto.
Michele Ceparano