LESIGNANO
Luigi Gandolfi, passione politica e grande dedizione alla comunità
Fine penna del giornalismo e cantore delle storie locali, amministratore attento, fiero custode dei valori e della memoria della Resistenza. Se n’è andato Luigi Gandolfi, volto noto e apprezzato della comunità di Lesignano de’ Bagni, che ha lasciato un ricordo indelebile nelle diverse forme del suo ampio impegno.
Classe 1942, Gandolfi è stato giornalista della pagina locale de «L'Unità» e responsabile dell’ufficio stampa del Comune di Parma; volto del Pci locale, consigliere comunale, assessore e vicesindaco dal 2009 al 2019. E soprattutto cultore della storia locale e delle sue genti, scrittore di racconti e poesie in rima dialettali, Gandolfi era l’attuale presidente della sezione Anpi di Lesignano.
«In ognuno di questi ruoli ha saputo trasmettere un profondo amore per la comunità, un rispetto sincero per la memoria e un instancabile impegno per i valori della libertà e della democrazia - racconta il sindaco Andrea Borchini -. Ho lavorato con Luigi per tanti anni, compresi i dieci in cui è stato vicesindaco ed io assessore. Insieme abbiamo portato avanti tanti progetti per la crescita del nostro comune e della nostra comunità, ma abbiamo anche riso, scherzato e sempre ci siamo confrontati con grande armonia e stima reciproca. Luigi non cercava riconoscimenti, ma lasciava un segno profondo in chiunque lo incontrasse, con la forza tranquilla di chi crede nel valore del servizio e nella bellezza delle radici. Era un amico sincero e oggi l’intera comunità subisce una grande perdita - conclude -. A nome dell’amministrazione e dell’intera cittadinanza, esprimo la più sincera vicinanza alla famiglia, alla moglie Carla, ai figli Stefano, Chiara e Lucia, con l’impegno che il suo nome continui a vivere nella storia e nel cuore della nostra comunità».
«È stato un grande maestro di vita politica - aggiunge l’ex sindaco Giorgio Cavatorta, che lo ha voluto al suo fianco nel suo decennio da primo cittadino -. Ci mancherà la sua passione, la sua saggezza, la sua conoscenza del territorio e il suo modo di affrontare la vita che era bellissimo».
«Una persona significativa nella mia formazione politica. Ricorderò sempre la sua cultura smisurata, la sensibilità verso la sofferenza umana in ogni sua forma - ricorda Aida Fattori, attuale segretaria della sezione Anpi -. Aveva fortemente voluto la riapertura della sezione dormiente da alcuni anni ed intitolarla ad Adalgisa Corradini. Era un grande tessitori di rapporti, riuscendo a far dialogare persone con idee diverse. Mai fazioso, cercava sempre gesti e parole di riconciliazione - conclude -. Addio “Padre nobile della sinistra” del nostro territorio. Di te per anni resteranno molte tracce».
Maria Chiara Pezzani