BUSSETO
Palazzo Orlandi torna di nuovo in vendita?
Busseto Sulla vendita di palazzo Orlandi a Busseto, si sono rincorse voci di annunci e smentite e oggi si torna a parlare di una possibile cessione del grande palazzo che il Cigno di Busseto acquistò nel 1845 e dove visse sino al trasferimento nella villa di Sant’Agata.
Palazzo Orlandi fa parte dei beni immobili in capo al «Fondo Nabucco», detenuto al 100% da Siae (che acquisì l’immobile nel 2013).
Il fondo ha un valore unitario delle quote al 31 dicembre 2022 di 48.185.406 euro e nella tabella dei beni immobili in capo al «Fondo Nabucco» nel 2022, alla voce «Busseto», risulta appunto Palazzo Orlandi.
Il palazzo, posto nella città verdiana in via Roma, fu acquistato il 6 ottobre 1845 per la somma di 22mila lire di Parma da Giuseppe Verdi, che vi si trasferì nel 1849 con il soprano Giuseppina Strepponi, sua moglie dal 1859. Il palazzo divenne la residenza dei coniugi fino al 1859, quando si trasferirono nella tenuta di Sant’Agata.
Verdi cedette l’edificio alla Strepponi nel 1875 e la stessa moglie del Maestro lo vendette nel 1882 a Giulio e Isidoro Sivelli, cugini del Maestro. Nel 1888 il palazzo venne acquistato dalla famiglia Orlandi. Durante la permanenza nel palazzo di Busseto, Verdi compose diverse opere liriche tra le quali «Luisa Miller», «Rigoletto», «Stiffelio» e parte della «Traviata».
Oggi sono in corso, da parte della proprietà, lavori di consolidamento del palazzo, mentre restano ancora nella rimessa in cortile un landò appartenuto proprio a Verdi e un pianoforte in pesante degrado conservato al piano superiore.
La Siae sarebbe intenzionata a dismettere l’intero patrimonio immobiliare e, quindi, anche palazzo Verdi-Strepponi-Orlandi, per il quale si parlerebbe di una stima superiore al milione e 200mila euro. Va da sé che l’attenzione per un’eventuale vendita si appunterebbe su fondazioni o enti museali e artistici, destinazione ideale per uno dei luoghi verdiani ancor oggi fra i più suggestivi e immaginifici.
Egidio Bandini