Parla Campagna, alla guida di Azienda Ospedale a Ausl
«La nostra sanità è ben vaccinata: supererà i malanni»
Anselmo Campagna da nove mesi è alla guida dell'Azienda ospedaliera e dell'Ausl di Parma. In questa intervista alla «Gazzetta» affronta i principali temi legati alla sanità.
Qual è lo stato di salute della sanità nel nostro territorio?
Per seguire la sua metafora direi che la sanità del nostro territorio è ben vaccinata e riuscirà a superare anche malanni stagionali che ovviamente ci sono in tutti i periodi. Abbiamo diverse sfide da affrontare, ma il nostro sistema sanitario è solido. Non siamo però soliti nascondere la polvere sotto il tappetto e ad esempio sui tempi di attesa non abbiamo mai negato le difficoltà, soprattutto su alcune discipline che hanno tempi fuori dagli standard. Dobbiamo partire da un dato importante.
Quale?
Il nostro sistema provinciale lo scorso anno ha erogato oltre 7 milioni e 200 mila prestazioni di tipo ambulatoriale tra diagnostica, laboratorio e visite. Numeri alla mano, quest’anno da gennaio a luglio, sono state effettuate circa 3 milioni e 900 mila prestazioni. Circa il 70% sono esami di laboratorio e oltre 1 milione sono visite e trattamenti diagnostici, terapeutici e riabilitativi. Numeri che danno alla nostra sanità una valenza sovra provinciale, confermando che abbiamo un bacino d’utenza che va ben oltre i confini regionali. Questo credo che sia un valore aggiunto perché permette al nostro sistema di crescere, di sviluppare la ricerca e l’innovazione e quindi offrire maggiore qualità ai nostri pazienti. Partiamo quindi da questa considerazione, importante per il ruolo delle nostre strutture e per tutti gli operatori che si meritano un sistema di cure che sappia attrarre e svilupparsi ulteriormente. Volendo quindi mantenere questo profilo di rilievo abbiamo messo in campo azioni importanti sia sulla parte ambulatoriale che su quella chirurgica, aumentando innanzitutto l’offerta, soprattutto per quelle prestazioni che più risentono di tempistiche francamente troppo lunghe.
Quali azioni immediate avete intrapreso?
Partendo dal fatto che le agende si esauriscono velocemente, visto l’aumento della richiesta del 10%, rispetto allo scorso anno, abbiamo messo a disposizioni circa il 25% di posti in più su alcune specialità che più risentivano dei ritardi. Non credo sia cosa da poco, dovendo inevitabilmente fare i conti con le risorse e la sostenibilità del sistema. Oltre a questo stiamo lavorando sull’accesso. Grazie alla disponibilità dei Medici di Famiglia è stata attivata per prestazioni urgenti e in diversi ambiti specialistici una presa in carico diretta; ad oggi circa 1.700 pazienti hanno usufruito di questo accesso tramite il proprio Medico di Medicina Generale. Anche questo è un cambiamento che molte realtà non hanno.
State portando avanti altre iniziative?
L’ampliamento dei punti di erogazione in prossimità, le Farmacie dei Servizi, con oltre 80 punti attivati. L’adozione di liste uniche provinciali e sistemi di priorità per gli utenti fragili, potenziamento dell’uso della ricetta dematerializzata, ovvero sburocratizzazione, riattivazione del Centro prelievi all’ospedale Maggiore, ottenendo così una significativa riduzione dei tempi di attesa per gli esami di laboratorio. Oltre a questo vorrei anche aggiungere che stiamo portando avanti azioni concrete anche in campo chirurgico, con il potenziamento di alcune discipline. Abbiamo migliorato ulteriormente i tempi, ad esempio, sugli interventi per frattura del femore, una delle operazioni più comuni negli anziani che per oltre il 50% dei volumi eseguiamo entro le 48 ore.
Mi permetta infine una precisazione sull’accesso: quando un cittadino chiama non possiamo dire le agende sono chiuse. Dobbiamo farci capire meglio da chi si rivolge alle nostre strutture. Questo significa che anche se viene fissata una data talvolta lontana nel tempo, la richiesta resta sempre attiva e viene verificata periodicamente la disponibilità di nuove date o sedi alternative e quando si libera un posto il cittadino deve essere ricontattato. Dobbiamo comunicare con maggiore immediatezza. Riassumendo: aumento dell’offerta, organizzazione più efficiente, comunicazione più incisiva. Fatto questo abbiamo realizzato oltre la metà del lavoro.
L’altra metà da cosa dipende?
Il mantenimento del sistema sanitario che finora abbiamo conosciuto ha bisogno di persone e di risorse. Sono gli uomini e le donne che ci lavorano che fanno l’eccellenza di un posto. Ma tutto questo ha un costo e va sostento in termini economici. Sono però ottimista e come ho detto all’inizio di questa intervista il nostro sistema è ben vaccinato e saprà fare fronte a tutte le sfide anche quelle economiche.
Tele medicina e uso dell’Intelligenza artificiale a che punto stiamo?
Ringrazio della domanda perché mi permette di fare alcune precisazioni importanti. All’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma le tele-visite sono state attivate già da tempo sulla Terapia antalgica e dagli ultimi dati che ho avuto modo di vedere sono oltre 200 i pazienti che hanno effettuato un controllo con il nostro specialista usando questa modalità. Siamo molto soddisfatti dell’ottimo riscontro e stiamo portando avanti il progetto, che richiede piattaforme ben precise a garanzia della privacy, anche su altre discipline. Inoltre abbiamo da poco, come Azienda Usl, sottoscritto un accordo con il privato accreditato per attività di teleconsulto dermatologico, iniziativa che vogliamo esportare anche su altre branche specialistiche come l’oculistica che crediamo possa portare a ricadute positive anche sui tempi di attesa.
Per venire invece alla seconda parte della sua domanda l’uso dell’intelligenza artificiale è largamente applicata in campo clinico e diagnostico; la vera novità, e lo dico con un pizzico di orgoglio, è che la stiamo applicando in campo organizzativo. Per noi questo è un progetto importante e davvero innovativo che riguarda la facilitazione delle prenotazioni su visite ed esami della specialistica ambulatoriale. Proprio in questo periodo stiamo partendo con le procedure di gara. L’IA ci aiuterà a migliorare la rapidità e il dialogo con i nostri utenti.
Un accenno in sintesi ad altri temi che come giornale abbiamo spesso trattato, partiamo dall’unificazione, qualche aggiornamento?
L’unificazione aziendale a Parma è un grande obiettivo della nostra Regione, le due Aziende sono pronte e di fatto sono già integrate su moltissimi aspetti anche se da un punto di vista giuridico Azienda Ospedaliero-Universitaria e Azienda Usl sono ancora due. Mi rendo perfettamente conto di alcune contraddizioni che vivono sul quotidiano cittadini e operatori, quando si distingue da un’Azienda all’altra. Sono però fiducioso che possa essere ridefinito il quadro normativo a livello nazionale.
Case della Comunità e grandi opere al Maggiore?
Sulla riorganizzazione territoriale, dalle precedenti direzioni sono stati fatti percorsi importanti; penso ad esempio al riordino della rete dell’assistenza ospedaliera e alla medicina territoriale. Nello specifico per le Case della Comunità stiamo completando l’assetto su base provinciale. Attualmente sono 26 e altre 4 di nuova costruzione: San Leonardo a Parma, Fidenza, Monchio e Sorbolo-Mezzani. Oltre a queste è bene ricordare anche i tre Osco (Ospedali di Comunità): uno di nuova costruzione a Parma in via 24 Maggio e due in fase di ampliamento a Langhirano e San Secondo. Un lavoro imponente che va di pari passo anche con le funzioni proprie di Azienda Usl e del personale che ci lavora sia di tipo amministrativo che sanitario. Se prendiamo i dati del 2018, anno importante per la riorganizzazione della medicina territoriale, il personale dal 2018 al 2024 è aumentato del 4,36 con una sostanziale stabilità del personale amministrativo.
Infine, su alcuni grandi interventi in atto all’Ospedale Maggiore tutto procede secondo programmazione. L’Ospedale delle Donne è in fase di realizzazione, con fine lavori di cantiere entro il 2026, mentre per il Centro Oncologico, entro fine anno ci sarà il taglio del nastro.
Lei è a Parma da febbraio: le piace la città? Si trova bene?
È una bellissima città e sto avendo modo di conoscerla meglio. Apprezzo molto l’impegno di tutte le realtà istituzionali, produttive e di categoria in favore della comunità. Ho trovato una rete di volontariato davvero ben sviluppata. A tutti loro un sincero ringraziamento per il prezioso aiuto che danno al nostro sistema sanitario.
r.c.