CONDANNA

Ricattato da due trans dopo l'incontro hot: «Paga o tutti sapranno»

Georgia Azzali

Giovane, bella, capelli scuri fluenti. Aveva tutte le caratteristiche che lui aveva letto su quell'annuncio discretamente sbirciato su un sito online per cercare compagnia a pagamento. Ma solo dopo il primo incontro, così perlomeno aveva sostenuto, si sarebbe accorto che l'avvenente ragazza era trans. Comunque sia, l'uomo - un piccolo imprenditore parmigiano - aveva continuato a vedere la ragazza. Altri tre incontri c'erano stati dopo quella prima conoscenza. Ma le cose si erano nel frattempo maledettamente complicate, perché la trans, 23enne, aveva cominciato a minacciarlo: «Devi pagarmi, altrimenti dico a tua figlia e ai dipendenti della tua azienda che sei stato con me». A uno dei rendez-vous aveva partecipato anche un'altra trans, 39enne, che pure aveva cercato di tranquillizzare l'uomo: «Vedrai, cancelleremo tutti i messaggi, non ti preoccupare». Ma, alla fine, quegli incontri tra febbraio e marzo scorso sono costati all'imprenditore 1.100 euro in più rispetto al prezzo delle prestazioni. Oltre mille euro di estorsione, perché è questo il reato, oltre a quello di tentata estorsione, contestato alle due trans, entrambe straniere. Che ieri sono comparse davanti al gup, dopo essere state arrestate otto mesi fa dalla squadra Mobile: la 23enne è stata condannata a 4 anni e 8 mesi, mentre l'amica 39enne a 3 anni e 6 mesi. La scelta del rito abbreviato ha consentito a entrambe, rinchiuse nel carcere di Reggio Emilia, di poter contare sullo sconto di un terzo della pena. Il giudice ha riconosciuto a entrambe le attenuanti generiche, e alla 39enne anche quella relativa alla minore partecipazione: attenuanti equivalenti alle aggravanti, compresa la recidiva per la 39enne, per la quale è però caduta anche un'aggravante relativa all'estorsione.

Era stata una sorpresa quella della trans? Poco importa, alla fine. E' la trama successiva che conta, perché dopo quel primo tête-à-tête, la giovane avrebbe cominciato a tempestare il cliente di messaggi e telefonate. E con grande rapidità si sarebbe insinuata nella sua quotidianità. Aveva ricostruito quasi tutto della sua vita: dal lavoro alla famiglia, mettendo insieme i tasselli più importanti - e cari - all'imprenditore. Mentre il suo telefono «bruciava» di messaggi scritti e vocali. E il tono era sempre il medesimo: «Ti conviene pagare, o racconto tutto».

Si sentiva braccato. Sempre sul filo del rasoio. Non avrebbe voluto dire ancora una volta sì, dopo aver consegnato i primi soldi, ma allo stesso tempo era terrorizzato dal fatto che lei conoscesse tanti aspetti della sua vita. Quando aveva visto comparire sul suo telefonino un selfie della escort davanti all'azienda, si era sentito mancare il terreno sotto i piedi. Un'immagine con un sottotitolo preciso, anche se non c'era alcuna didascalia allegata. Il messaggio era chiaro: «Vuoi che entri e dica a tutti cosa fai nel tempo libero?».

Non solo. Nei messaggi comparivano spesso dei riferimenti a sua figlia. «Vuoi che lo sappia anche lei?», questo era il tono delle chat.

A un certo punto, poi, era entrata in scena anche l'altra trans. A uno degli incontri si era presentata insieme all'amica con cui l'uomo aveva avuto il primo appuntamento. Non le aveva dato manforte per avere denaro. Anzi. Sembrava volerlo rasserenare, dicendogli che tutto si sarebbe sistemato. Che - soprattutto - sarebbero stati eliminati messaggi e chat compromettenti per lui. Proprio sul ruolo secondario che avrebbe avuto la 39enne, ieri ha insistito il suo difensore, Marco Bongiorno, oltre che sul risarcimento, per quanto minimo, offerto. E il giudice ha riconosciuto l'attenuante del «minimo contributo al reato» per uno dei fatti contestati, pur ritenendo provate tutte le accuse di estorsione e tentata estorsione.

Ma lui si era sentito ben poco rassicurato: aveva sborsato 1.100 euro prima di uscire da quella spirale infernale. Poi aveva capito che la sua vita sarebbe andata a rotoli comunque, se avesse continuato a scegliere il silenzio. Così si era presentato in Questura. Per rivelare il suo segreto. Per ritrovare la libertà.

Georgia Azzali