Felino
Doc Colli di Parma: «Collaborare è la chiave per il successo»
Felino Il castello di Felino ha ospitato un importante convegno, moderato da Federico Casanova, che ha chiamato a raccolta i rappresentanti di vari enti, oltre ad esperti e produttori, per parlare della Doc Colli di Parma e degli interventi necessari per valorizzarne l’identità e valutare nuove traiettorie di sviluppo per rafforzarne la posizione nei mercati nazionali ed internazionali.
Tanti e tutti di spessore gli interventi. Il primo è stato quello di Tommaso Moroni Zucchi, presidente del Consorzio tutela vini Dop Colli di Parma che ha realizzato l’evento con il contributo del Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare. «Sono orgoglioso perché si è iniziato a fare squadra, la collaborazione è la chiave per il futuro ed il vino è il nostro ambasciatore – ha detto Moroni Zucchi – ci sono tante sfide da affrontare e nessuno può farcela da solo».
È stato poi trasmesso il messaggio di Francesco Lollobrigida, ministro dell’agricoltura. «Il vostro è un territorio ricco di storia e tradizioni – ha affermato – nel vostro successo c’è tanto lavoro alle spalle, per crescere ancora servono più strumenti per valorizzare quello che state facendo».
L’onorevole Fabio Pietrella ha parlato di «un settore che vuole bene al territorio, occorre stare uniti per rilanciare il sistema, la trasversalità è la vostra forza».
Alessio Mammi, assessore regionale all’agricoltura, ha detto che è «necessario valorizzare il prodotto insieme al suo territorio, la strategia da seguire deve puntare su unità, qualità e territorio» e ha aggiunto che «l’Emilia Romagna esporta tanto in vino e cibo ed il cittadino deve essere il primo promotore del prodotto che consuma».
Vittorio Dall’Aglio, presidente Borsa merci telematica italiana, ha esposto i numeri relativi all’export del vino. «Mentre si registra una leggera flessione dell’imbottigliato, c’è un aumento per lo spumante – ha asserito – si devono fare i conti con i costi dell’energia, da tenere controllati, che ci vede in posizione sfavorevole rispetto a Francia e Spagna. Infine credo che ci sia un eccessivo allarmismo per il consumo di vino al ristorante, occorrerebbe un’informazione più completa».
L’esperto Lorenzo Tersi ha parlato di un «consumo globale nel 2024 in calo con un livello basso che ha raggiunto i numeri registrati nel 1961 – ha affermato – le cause vanno ricercate nel cambiamento climatico e nell’aumento dei prezzi. In futuro si dovrà valutare l’idea di un formato alternativo che potrebbe essere ad esempio quello della lattina».
Si è poi proseguito parlando di disciplinare e futuro della Doc, oltre che di marketing territoriale e progetti strategici per il futuro, affinché i vini Dop Colli di Parma possano essere conosciuti maggiormente all’estero arrivando a fidelizzare il turista in vacanza nel parmense, attratto dalle tante cose belle e buone che offre il territorio.
Massimo Morelli