Salsomaggiore
Pattinaggio, Valentina Gatti sul tetto del mondo
L’atleta salsese Valentina Gatti si è laureata campionessa del mondo di pattinaggio artistico a rotelle nella recente competizione iridata che si è svolta a Pechino. L’atleta salese gareggia con il «Monza precision team» e la squadra, composta da 17 ragazze ed un ragazzo, ha portato in gara una coreografia, allestita da Paola Biella, Elisa De Venuto e Laura Longoni, sulle note della canzone «Hallelujah» di Leonard Cohen nell’interpretazione di Lucy Thomas.
La 30enne salsese, ora residente a Milano, in passato ha cominciato a muovere i primi passi nella Salsoroller, società nella quale è cresciuta come persona e come atleta prima di passare alla compagine lombarda.
Dopo il piazzamento dello scorso anno agli Iridati di Rimini, come racconta Valentina, gli atleti brianzoli non si sono persi d’animo.
«Non abbiamo aspettato che le circostanze fossero perfette. A fine 2024 avevamo tante emozioni da elaborare la consapevolezza che avevamo ancora qualcosa da dare perché è questo che fanno i veri atleti, cadono e si rialzano, guardano oltre, ricominciano e rinnovano l’impegno con costanza e disciplina: ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo sfoggiato il nostro migliore sorriso e ogni giorno abbiamo lavorato affinché arrivasse questo momento – afferma l’atleta salsese – Tra alti e bassi, paura di non farcela, insicurezze, ma sempre con il fuoco dentro, sapendo che non potevamo mollare e la luce che avevamo negli occhi quel giorno a Pechino racchiudeva tutta le bellezza del nostro viaggio. Tutti noi sapevamo che eravamo lì per qualcosa, tutto aveva senso. La mia speranza più grande è essere un esempio per coloro che hanno un sogno e che vogliono realizzare qualcosa: credo che il segreto sia mettere sé stessi nelle cose e farlo con costanza, scrivendo ogni giorno una pagina, in questo modo qualcosa di bello può davvero accadere».
«Un grazie speciale ai miei compagni e alle persone che hanno condiviso con noi questo fantastica avventura, la vittoria è anche per tutti voi».
Manrico Lamur