Gainago

Scoppia la lite. E alla fine spunta una pistola

Poteva essere il classico bisticcio senza importanza e senza conseguenze, giusto l'occasione per mandarsi a quel paese ed alzare la voce. Invece si è trasformato in un affare più che serio, con tanto di poliziotti con i giubbotti antiproiettile e verbali. Ora c'è qualcuno che dovrà rispondere ad una bella lista di osservazioni. E parliamo di materie per gli avvocati penalisti.

Teatro di questa baruffa degenerata è stata la zona tra Gainago e Pizzolese dove, a partire dalle 13 di ieri, un residente proprietario di una ampia abitazione tra i campi ha visto un operaio, dipendente di una società specializzata, iniziare a lavorare in una vicina zona destinata alla coltivazione. L'operaio a bordo di un trattore stava operando nei campi intorno ad una strada carraia ma questo ha provocato la reazione del padrone della casa che sarebbe uscito per una prima volta a intimare all'addetto di smetterla. Il problema alla base di tutto? Con il trattore avrebbe lasciato dei solchi nella carraia e negli spazi immediatamente circostanti.

Lo abbiamo detto: sarebbe una storia da nulla. Ma qui tutto è andato storto. Dopo qualche ora, infatti, l'operaio ha proseguito a lavorare intorno a quella carraia e il padrone di casa è tornato alla carica. Ma stavolta, per essere più convincente, si è presentato con una pistola in mano. L'arma, regolarmente detenuta, doveva servire forse per spingere l'addetto sul trattore a ritirarsi. Ma ha funzionato solo in parte: il lavoratore infatti ha allertato il titolare della azienda per la quale lavora che a sua volta ha avvisato il 112 chiedendo un intervento delle forze dell'ordine. E anche se l'addetto sul trattore si era parzialmente allontanato il padrone di casa non ha fatto altrettanto. E all'arrivo dei poliziotti della questura era ancora li. Con la pistola in bella vista.

A quel punto gli agenti gli hanno ordinato di deporla ma l'uomo, forse agitato e poco lucido, non ha eseguito e nel giro di poco l'atmosfera si è fatta rovente. I poliziotti, con il giubbotto antiproiettile addosso, a loro volta hanno estratto le pistole e solo a quel punto il padrone di casa ha capito di aver esagerato. E ha posato sull'erba l'arma che, al momento, non è stato riferito se fosse carica o meno.

Alla fine quindi tutti hanno tirato un respiro di sollievo e il padrone di casa, finalmente separato dalla propria arma, è stato accompagnato in questura per ricostruire l'accaduto insieme a tutte le altre persone coinvolte. Le loro testimonianze sono state sentite e messe a confronto e nelle prossime ore si potrà capire se eventualmente verranno fatte contestazioni e di che genere.

La cosa fondamentale, ovviamente, è che la situazione non sia precipitato ulteriormente e che nessuno si sia fatto male. Anche se è probabile che per questioni di sicurezza al padrone di casa verrà tolto il permesso di detenere armi. Una certa tendenza ad infuriarsi non è mai una buona consigliera. Almeno quando viene voglia di sventolare una pistola.

r.c