Pubblicato il report annuale di Legambiente

Reati ambientali: anche Parma nel mirino delle ecomafie

Quarantamila reati contro l'ambiente in un anno, oltre 110 al giorno, più di 4.6 all'ora. E visto che la vittima è l'ambiente dove viviamo si può dire che a pagarne il prezzo siamo tutti noi.

E' quanto emerge dal Ecomafia, rapporto annuale che Legambiente pubblica dal 1994 e che raccoglie numeri e storie su questo particolare tipo di criminalità. Una analisi che rappresenta una Italia sotto attacco delle ecomafie e segnata dalla piaga della corruzione e dove il problema si aggrava sempre più. Il 2024 ha visto un aumento dei reati di oltre il 14% rispetto all'anno precedente, un incremento delle persone denunciate - +7,8%- mentre il giro d’affari fa tremare i polsi: siamo ben oltre i nove miliardi di euro. Una montagna di soldi che, purtroppo, non nasce solo in aree storicamente contaminate dalle mafie: ma che si alimenta anche a due passi da casa nostra e in settori che ci stanno molto a cuore. La Campania, la Puglia, la Sicilia e la Calabria sono infatti i territori in cui si concentrano quasi il 43% dei reati ma anche l'Emilia Romagna ha problemi seri. E non si pensi che sia solo un tema che riguarda la «terra dei fuochi» e il riciclo dei rifiuti. In ballo c'è anche il patrimonio culturale e archeologico del nostro Paese e pure le filiere agroalimentari registrano numeri da record. E noi che siamo nella Food Valley dobbiamo vigilare.

Entrando nel dettaglio, nel 2024, in Emilia-Romagna i reati ambientali sono stati 1648, a fronte di poco più di 84mila controlli, a dire che più del 4% dei reati totali sono stati commessi nella nostra regione. Il dato, se paragonato ad altri territori, non è eclatante, ma ci pone comunque circa a metà della classifica nazionale, di certo una posizione poco invidiabile. Le province con il maggior numero di reati sono rispettivamente Ferrara con 46 reati nel ciclo del cemento, Forlì - Cesena con 90 reati nel ciclo dei rifiuti e Ravenna con 180 reati contro la fauna. 

Parma si colloca all'87° posto (su 109 province), quindi in una situazione non grave: i reati contestati sono stati 74 con 84 persone denunciate e 40 sequestri effettuati. Ma se verrebbe voglia di tirare un sospiro di sollievo resta il fatto che altre province a noi vicine hanno fatto meglio: Modena, ad esempio, è al 90° posto con 67 reati e 44 persone denunciate (quindi circa la metà) e Piacenza e Reggio fanno anche meglio: sono rispettivamente al 104° e 105° posto con 43 e 42 reati e solo 31 e 32 denunciati.

«E la tendenza per il territorio non è certo confortante - ha concluso Enrico Fontana di Legambiente - Crescono il ciclo illegale del cemento e dei rifiuti con numeri che sono superiori alla media nazionale».

lu.pe.