Superiori

Addio al sabato a scuola al biennio del Romagnosi, all'Ulivi, al Bocchialini-Galilei e al Solari: «Più tempo in famiglia»

Mara Varoli

Addio al sabato in classe. Dopo scuole come il Maria Luigia, il Magnaghi, il liceo Gadda di Langhirano, il Marconi e lo Zappa Fermi, altre superiori hanno votato sì. Al Romagnosi il biennio del liceo classico replica il linguistico per i 5 giorni, stessa cosa all'Ulivi, al Bocchialini-Galilei e al Solari. Una piccola «rivoluzione», che cambia orari e didattica.

«Lunedì c'è stato il Consiglio d'istituto che ha approvato il piano dell'offerta formativa, già giudicato positivamente dal Collegio docenti - spiega il preside del Romagnosi Pier Paolo Eramo -. All'interno del piano è prevista la settimana corta al biennio del classico: una proposta votata all'unanimità. Dal prossimo anno scolastico gli studenti delle prime classi del liceo classico Romagnosi verranno a scuola dal lunedì al venerdì e al sabato rimarranno a casa. L'orario del classico è di 27 ore settimanali e non ci sarà bisogno di rientri pomeridiani, perché se ora l'ultima campanella suona alle 12,30, dal prossimo anno suonerà alle 13,25». Ma quali sono le motivazioni di questa scelta? «Prima di tutto - risponde Eramo - l'equiparazione con il biennio del linguistico, poi la continuità con gli otto anni della scuola di primo grado. Soprattutto abbiamo visto che il sabato a casa è molto apprezzato: lo stacco di due giorni permette di rispettare gli impegni degli sportivi, di stare più tempo in famiglia e di mettersi al pari con i compiti. Non possiamo però estendere i 5 giorni al triennio, in quanto il numero di ore è maggiore e sarebbero necessari dei rientri pomeridiani: la pressione giornaliera sarebbe eccessiva, anche per il numero delle materie. Senza dimenticare che abbiamo un 50% di studenti che viaggiano e che quindi con i pomeriggi arriverebbero a casa troppo tardi. Parecchi ragazzi e ragazze hanno poi bisogno del pomeriggio per praticare sport, seguire corsi di musica e altro. Al Romagnosi per il momento il pomeriggio è impiegato solo per l'ampliamento delle attività che sono frequentate su base volontaria, come il corso di teatro o il giornale della scuola». E i genitori sono d'accordo con il sabato a casa? «Sì sono favorevoli - chiude Eramo -. Si tratta di una piccola rivoluzione simbolica perché alla fine non cambia nulla e si ha più tempo da gestire in maniera autonoma».

Anche il polo scolastico agroindustriale, con le sue due sedi, Itis Galilei di San Secondo Parmense e Itas Bocchialini di Parma, ha annunciato una svolta significativa nell’organizzazione della vita scolastica: dal prossimo anno l’attività didattica si svolgerà su cinque giorni, lasciando libero il sabato. La decisione nasce da un articolato progetto didattico innovativo, elaborato per rendere la scuola più moderna, efficiente e vicina alle esigenze degli studenti e delle famiglie. Il nuovo modello prevede un ampliamento dell’orario mattutino, con un anticipo di alcuni minuti all’ingresso e un’uscita leggermente posticipata, oltre a un rientro il venerdì pomeriggio articolato su tre moduli. La dirigente scolastica Anna Rita Sicuri è soddisfatta: «L’introduzione della settimana corta rappresenta per il nostro polo scolastico un passo importante verso una scuola più moderna, più attenta ai bisogni degli studenti e maggiormente orientata al futuro. Il nuovo modello ci consentirà di valorizzare i laboratori, potenziare i progetti e migliorare l’equilibrio tra vita scolastica e vita personale, offrendo ai ragazzi due giorni consecutivi di pausa dalle lezioni. È un cambiamento che non riguarda solo l’orario, ma il modo stesso di fare scuola. Desidero ringraziare le amministrazioni locali, Smtp e Tep per la collaborazione che ha reso possibile questa riorganizzazione». Una scuola più laboratoriale e vicina al mondo reale: «L'obiettivo - prosegue Sicuri - è offrire agli studenti un’opportunità ancora più concreta di sviluppare competenze operative, conoscenze specialistiche e capacità progettuali. In particolare, per la sede di San Secondo, il progetto è stato sostenuto dai sindaci dei Comuni afferenti all’istituto, che hanno coinvolto i servizi di trasporto pubblico Smtp e Tep. Le aziende hanno dato disponibilità ad adattare gli orari settimanali e ad aggiungere una corsa il venerdì per agevolare il rientro pomeridiano. L’introduzione della settimana corta al Galilei Bocchialini segna un passo importante verso una scuola più moderna, dinamica e capace di conciliare formazione, benessere e quotidianità. Un cambiamento strutturale che guarda con decisione al futuro».

E al liceo Ulivi? «Il 29 ottobre scorso - spiega la preside Manuela Nardella - il Consiglio d'istituto ha deliberato il nuovo orario con il sabato a casa per tutte le classi a partire dal prossimo anno scolastico. La proposta è stata elaborata da una commissione e poi approvata dal Collegio docenti. Una proposta che ridefinisce l'orario giornaliero con ingresso alle 7,50 e non più alle 8 e con il termine delle lezioni alle 13,35 e non più alle 13. Alla mattina ci sono 6 moduli di varia durata: alcuni durano 60 minuti, altri 55. Due gli intervalli di 10 minuti ciascuno. Un nuovo orario che interesserà tutto il liceo Ulivi, anche il quadriennale. Chiaramente questi 6 moduli determinano un numero di ore da restituire agli studenti e la restituzione varia a seconda dell'indirizzo. Il recupero viene così diversificato: per alcuni indirizzi ci saranno lezioni in sabati fissati da calendario, per altri ci saranno dei rientri pomeridiani». Più di uno i motivi per cui anche all'Ulivi sono stati votati i 5 giorni: «C'è stata una riflessione sulla didattica - continua la preside Nardella -, garantendo uno stacco di 2 giorni dagli impegni scolastici. Abbiamo voluto rendere l'articolazione dell'orario più flessibile e più compatibile con una metodologia didattica innovativa, che punta alla trasversalità e all'interdisciplinarità dell'insegnamento e dell'apprendimento». Dal 15 settembre scorso anche il Solari di Fidenza ha adottato il nuovo orario: «Per il momento non sono stati segnalati problemi - conferma la preside Chiara Pontremoli -, anzi abbiamo ricevuto solo commenti positivi da parte dei genitori e dei docenti, anche perché la programmazione didattica è più snella. Un nuovo orario che è nato grazie alla collaborazione della Provincia di Parma e delle aziende dei trasporti, per organizzare al meglio i viaggi dei ragazzi, che fanno un pomeriggio alla settimana uscendo alle 15,50. Avere il sabato a casa fa bene a tutti: gli studenti possono fare sport o riposarsi. L'idea che sta alla base di questa scelta è quella di restituire un po' di tempo ai ragazzi. Tutta la didattica è stata riorganizzata e progressivamente sarà ottimizzata: al pomeriggio vengono programmate solo attività laboratoriali, per non appesantire gli studenti con lezioni frontali e alleggerire il piano di lavoro».

Mara Varoli