Scomparsa a 25 anni
Addio a Giada Calarota, tante ambizioni e grandi sogni
Quello scaffale pieno di libri, nella stanza che condivideva con suo fratello Mattia, racconta le storie e gli universi in cui le piaceva immergersi durante la lettura. Luoghi inventati ma sicuri, dove l’animo curioso e timido di Giada Calarota trovava una sua dimensione ideale. Una ragazza brillante, riservata e con tante passioni, che purtroppo se n’è andata troppo presto, all’età di 25 anni.
Sabato mattina «Giada ci ha lasciati, dopo due anni di battaglia contro una brutta malattia, che non le ha permesso di portare avanti i progetti costruiti grazie alla sua straordinaria intelligenza», come ricorda il fratello di 22 anni, Mattia. Una mente aperta agli orizzonti globali e alle lingue, avendo imparato lo spagnolo e l’inglese con livelli da madrelingua secondo gli insegnanti del liceo Sanvitale di Parma, dove si era diplomata.
Giada stava continuando il suo percorso di studi in «Civiltà e lingue straniere moderne» all’Università di Parma, e recentemente aveva iniziato ad interessarsi anche al russo. «Sul nostro computer abbiamo ancora gli adesivi in lingua russa sulla tastiera. Nonostante le poche energie, voleva continuare a studiare anche in questo periodo - racconta il fratello Mattia -, ma io mi ero impuntato, dicendole di pensare prima a sconfiggere la malattia. Le dicevo spesso che per me poteva fare la doppiatrice, perché aveva anche i tempi giusti, oltre alla passione per le lingue. Recentemente si era appassionata ad una professione in ambito cinematografico». Grandi ambizioni, che l’avevano accompagnata anche in età adolescenziale, qoando aveva giocato nelle selezioni giovanili di due squadre locali di pallavolo, la «Energy Volley» e la «Pgs Lauda San Benedetto».
Tra le passioni più grandi di Giada c’erano soprattutto quelle per la lettura, in particolare dei fumetti, e per gli animali, specialmente per la sua gattina Morgana. Passioni che condivideva anche con i genitori, Antonio Calarota e Fulvia Emer, e con il fratello Mattia, che la scorsa estate l’aveva accompagnata al centro commerciale Euro Torri per la Fiera del fumetto. Con la sua famiglia Giada aveva inoltre in comune il grande amore per il mare cristallino della Calabria, di cui è originario il papà Antonio e dove spesso andava in vacanza.
Dalla Spagna al Giappone, sono tanti altri i viaggi che Giada aveva inserito in quel suo «diario delle mille cose da fare», custode eterno dei suoi pensieri e desideri, che non abbandoneranno mai la memoria della famiglia.
I funerali di Giada Calarota saranno celebrati oggi nella parrocchia di San Pellegrino, partendo alle 9.30 dall’ospedale Maggiore di Parma, per poi proseguire verso il cimitero della Villetta. Ieri sera alle 19.30, nella stessa chiesa, è stato recitato il rosario per ricordare Giada e il suo sorriso alla vita.
Pietro Amendola