Via Emilia Ovest

Furto nel parcheggio, la distraggono mentre un complice le porta via la borsa

«Quella donna mi ha distratto mentre un suo complice mi portava via tutto». È ancora molto scossa una parmigiana di 75 anni, vittima, nel primo pomeriggio di martedì scorso del furto della sua borsetta in cui, oltre a un po' di contante, aveva molti documenti, le chiavi di casa e il telefonino. «Da una settimana sono disperata - spiega - e solo adesso sto ricominciando a vivere un po' più normalmente». Ma la rabbia riaffiora prepotente quando inizia a raccontare la sua disavventura. «Erano passate da poco le 14,30 - dice - e, dopo aver fatto spesa all'Esselunga di via Emilia Ovest, stavo caricando tutto sull'auto che avevo lasciato nel parcheggio». La donna ripone le due borse di prodotti e la sua borsetta sul posto del passeggero, quando un'auto di colore scuro si ferma vicino a lei. Nell'abitacolo un uomo alla guida e una donna. Proprio quest'ultima abbassa il finestrino e si rivolge a lei, sventolando un foglio. «Dall'accento mi sembrava sudamericana - prosegue -. Mi ha chiesto un'informazione e io mi sono avvicinata alla loro auto e l'ho ascoltata. Mi faceva delle domande che, devo dire la verità, non capivo. Mi chiedeva cose del tipo se in questo supermercato vendevano certi prodotti. A un certo punto, le ho consigliato di rivolgersi all'interno». Ma quell'insistenza era con ogni probabilità un modo per distrarla e dare la possibilità a un eventuale complice forse appostato nelle vicinanze, in quella che è una sorta di variante dei furti sulle auto, di approfittare del fatto che la 75enne non aveva chiuso la portiera. «Dietro quell'auto - ricorda - ce n'era un'altra. Forse il complice era lì, in attesa, ed è entrato in azione quando io mi sono avvicinata alla donna». Poi quelle auto sono sparite. Ma non solo loro. «La mia borsetta non c'era più - aggiunge -. Dentro c'erano le chiavi di casa e ho dovuto far cambiare la serratura. Poi due carte di credito che sono riuscita a bloccare, la carta d'identità, la patente e il tesserino sanitario, il telefonino con tutta la rubrica e 25 euro in contanti. Per rifare i documenti è iniziato un altro calvario». La donna è furibonda anche con il centro commerciale: «Nel parcheggio non ho visto addetti alla vigilanza e quando cala il buio l'illuminazione è scarsa».

Michele Ceparano