Premio
L'«Anmic 2025» a Rosaria che scala il cielo e ai super goleador
L'auditorium della Pubblica trabocca di gente e di gioia. C'è energia da vendere, anzi da donare: qui le regole le detta il cuore. Quanti depressi «normodotati» potrebbero ricaricarsi nell'atmosfera creata dai gioiosi «diversi». «Siamo differenti, perché siamo fatti di poesia» esclama Alessandra, esponente di punta di Liberi di volare, ricordando i laboratori, le gite ad Amsterdam, Budapest, Vienna... Anche stando fermi è un viaggio quotidiano con Rosaria Dall'Argine, fondatrice dell'associazione vincitrice del premio Anmic Parma 2025. La meta è crescere insieme. La stessa della squadra paralimpica Real Sala Baganza, a sua volta premiata. «Bisogna rendere possibile ciò che non lo sembra» sintetizza il presidente Claudio Guareschi, colui che, come dice Gianma (il bomber che la mise nel sette a Enzo Maresca improvvisato portiere) «da uno scherzo ha fatto nascere una cosa bella».
Anmic sta per Associazione nazionale mutilati e invalidi civili. Ma si è davvero invalidi, quando, privati dell'uso delle gambe, si impara a librarsi in cielo? Nessuno resta indietro, nemmeno chi ci ha lasciati negli ultimi mesi. L'incontro, presentato da Alberto Rugolotto, giornalista di 12Tv Parma, si apre con il ricordo da parte di Walter Antonini, presidente di Anmic Parma, del volontario Antenore Bertozzi, dell'avvocato Luciano Petronio e dell'associato Matteo Dadomo. «Un anno speciale - sottolinea Antonini -, nel quale sono aumentati gli iscritti, si è rafforzato il rapporto con le istituzioni e sono stati realizzati numerosi nuovi servizi». Il 2026 sarà il 70esimo dalla fondazione: in vista ci sono - tra le varie iniziative - la pubblicazione di due libri e una mostra «su duemila anni e passa di disabilità».
E il tradizionale «insegnamento». Perché, come dice il sindaco Michele Guerra, «io da Anmic imparo tante cose, non solo sulla disabilità, ma anche su un'idea più equa di comunità». Alessandro Fadda ricorda l'obiettivo di «permettere a tutte le persone di essere autosufficienti». Anche nella mobilità, sottolinea il presidente della Provincia, parlando dell'obiettivo di dotarsi di mezzi che garantiscano libertà di movimento per tutti. Massimo Fabi, assessore regionale alle Politiche per la salute, assicura: «La Regione sarà sempre al vostro fianco». Barbara Lori ricorda come Liberi di volare sia nata mentre lei era sindaca di Felino. «Questo premio - dichiara la vicepresidente dell'assemblea legislativa - è uno stimolo per tutti». Si dice emozionata Maristella Galli, sindaca di Collecchio «perché a queste persone noi vogliamo molto bene». Arnaldo Conforti, direttore del Centro servizi volontariato esorta ad andare «avanti insieme, con questo lavoro di rete che contraddistingue il territorio». Adriano Temporini, direttore generale di Pedemontana sociale (con la quale si rapportano entrambe le realtà premiate) sottolinea il valore di progetti «non calati dall'alto, ma creati dalle famiglie». Che qui sono numerose e allargate. Anche quella chiamata «squadra» lo è. «Siamo una famiglia» esclama Mattia del Real. Famiglia Real: verrebbe da chiamarlo Sua Altezza.