Baseball
Addio ad Andrea Finetti, uno degli «eroi di Parigi». Aveva 59 anni
Un lutto improvviso ha colpito la famiglia del baseball di Parma: nella giornata di mercoledì se ne è andato a soli cinquantanove anni Andrea Finetti, ex giocatore del Collecchio e anche della World Vision Parma tra il 1987 e il 1989. Lascia il figlio Simone, anche lui ex giocatore con Collecchio, Crocetta e Carega Park Rangers e il fratello Ettore, di quattro anni più giovane, anche lui ex giocatore e ora consigliere federale.
Andrea si era messo in luce nel Collecchio, al punto che al termine della stagione 1986 i dirigenti del Parma Angels decisero di portarlo in viale Piacenza, insieme al compagno di squadra Alberto Tondini. Era stato uno degli «eroi di Parigi» nel 1987: superando il Grosseto per 4-0 davanti a seimila spettatori infreddoliti, dopo un acquazzone, la World Vision aveva conquistato la sua ottava Coppa dei Campioni. Andrea, che era alla sua prima stagione con la divisa della squadra maggiore di Parma, aveva colpito al settimo inning il fuoricampo del definitivo 4-0, dopo che al turno precedente Gianguido Poma, con un altro fuoricampo da due punti aveva sbloccato il risultato, spingendo a casa anche Randy Hunt, autore di un triplo. Una partita resa storica soprattutto dalla grande sfida sul monte di lancio tra i due fenomenali lanciatori stranieri: Mike Pagnozzi per Parma e il “divino” Richard Olsen per il Grosseto. In quel contesto Andrea era riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista. Come per altro in tutta la stagione d’esordio. Una media battuta di 317, sei doppi, due tripli e tre fuoricampo: le sue prestazioni avevano convinto i manager Montanini prima e Guzman, subentrato a quindici giorni dalla manifestazione continentale, poi a farne uno dei punti riferimento della formazione.
Giocava esterno dove era quasi impossibile superarlo, veloce sulle basi: da settimo nel line-up aveva scalato via via posizioni fino ad arrivare ad occupare una delle prime due posizioni. Sempre nel 1987 si era anche tolto la soddisfazione di vincere lo scudetto “Primavera”. Protagonista anche l’anno successivo, nella World Vision che durante la regular season si impose in tutte le statistiche individuali e di squadra e che il 26 giugno in uno stadio Europeo gremito da ottomila persone, rivinse la Coppa dei Campioni, al termine di un’autentica battaglia contro il Rimini, superato per 6-4, bis del successo ottenuto la sera precedente per 4-3 al culmine di un incontro pieno di emozioni e di pathos, deciso dalla segnatura di Adorni, grazie al beffardo rimbalzo della pallina battuta da Poma sull’interbase Romano.
Anche in quella stagione Andrea era stato grande protagonista, con una media battuta di .322 in regular season, con quarantotto valide, delle quali otto doppi, un triplo e due fuoricampi. Ma il cammino della squadra si fermò bruscamente, in modo inatteso in semifinale, quando il Rimini si prese una bruciante rivincita risalendo la serie dallo 0-2 al 4-3.
L’ultima stagione di Finetti nella squadra maggiore di Parma, quella del 1989 si concluse senza trionfi, con la sconfitta in Coppa Campioni a Barcellona e l’eliminazione in semifinale dal Grosseto. La società lo avrebbe confermato, ma lui decise di rientrare al Collecchio, che contribuì a trascinare ad una clamorosa doppia promozione, prima in serie A2 nel 1991, poi in serie A1 nel 1992. Ha giocato fino alla stagione 2002, poi si è dedicato a momenti alterni al ruolo di tecnico, accompagnando anche il figlio Simone, lanciatore prima nel Collecchio, poi nella Crocetta, fino alla serie A2.
Matteo Desimoni