A Parma Comics & Games
Alex, la scrittrice cosplayer
«Insomma, io che a diciott’anni sognavo di diventare egittologa, quando i medici mi hanno informato della malattia, ho scoperto che in realtà non avevano ancora scritto la parola “Fine” sulla mia vita...»: Alex L. Mainardi, scrittrice indipendente parmigiana, autrice di saghe letterarie e libri illustrati, cosplayer di lungo corso, oggi e domani dalle 10 alle 19 è attesa a Parma Comics & Games (evento dedicato agli appassionati di fumetti, videogiochi, giochi da tavolo, cosplay e cultura pop) alle Fiere.
Il suo ultimo libro «Cosplability: Diversamente uguale» ne racchiude la biografia, affidando a 20 anni di cosplay e scrittura la dimostrazione di come l’arte e la passione, oltre a vincere stereotipi e discriminazioni, possano migliorare la qualità della vita.
Appassionata di mitologia e archeologia, Alex (Alessia) L. Mainardi inizia a scrivere di narrativa nel 2008, fondando dieci anni dopo Casa Ailus, il collettivo di artisti con cui realizza pubblicazioni in vari ambiti del genere fantastico.
«Se quand’ero adolescente mi avessero detto che a quarant’anni - racconta di sé Alex (Alessia) - mi sarei ritrovata su una sedia a rotelle, affetta da una malattia genetica progressiva e incurabile, l’Atassia di Friedreich, e che il più grande alleato in battaglia sarebbero stati i miei vent’anni nel mondo Cosplay, avrei risposto: Cos...che?» .
Alessia, che al suo attivo annovera i libri «Avelion - La trilogia», «Mitologika e Le Creature di Mitologika - collane illustrate», «Blink-La scintilla», «ChaosLess - Fuori dal Tempo», «Brenna-La Fiamma», la fiaba «L’ultimo drago della Montagna Calva», ha sublimato Cosplability in una filosofia sull’inclusione delle persone con disabilità.
«Ecco perché è nato - spiega la scrittrice - il Movimento Cosplability, con il fine di spingere le manifestazioni dell’ambito Cosplay e Nerd, e più in generale ogni attività culturale, a fare uno sforzo maggiore per garantire che siano accessibili davvero a tutti, indipendentemente da limitazioni fisiche o sensoriali. Stiamo cercando di ampliare più possibile il Network di Cosplability».
Tra molte difficoltà personali (l’unica caregiver, sua madre adottiva, è stata di recente colpita da demenza fronto temporale), per restare autonoma e continuare a lavorare ha bisogno di assistenza domiciliare e ausili. «Avere l’AF - le parole di Alessia - è come vivere in una casa dove accendi la luce e parte la lavatrice. Nulla funziona come e quando dovrebbe. Quindi tutto, anche mangiare e parlare, è difficile. Il mio primo cosplay è stato Capitan Sparrow perché lo adoravo e... camminavo come lui. L’Atassia di Friedreich mi faceva barcollare e camminare male, da ubriaco, o meglio... da pirata ubriaco. Scoprii così il segreto che, ancora oggi in carrozzina, mi fa tanto amare il Cosplay: con un costume addosso nascondo la malattia e mostro semplicemente me stessa. Insomma realizzo ciò che vorrebbe ogni persona con disabilità: spostare definitivamente l’attenzione dalla disabilità alla persona. In un modo tutto mio, percorrendo una strada imprevista, io posso fare, essere, sognare, divertirmi. Per me il concetto di limite suona come: ok, allora facciamolo».
Claudia Olimpia Rossi