Il riconoscimento
Capitale europea dello sport inclusivo: Parma agguanta il titolo per il 2027
Parma fa il bis. Nel 2027 sarà Capitale europea dello sport inclusivo, un titolo che si affiancherà a quello conquistato circa un anno fa di Capitale europea dei giovani. La designazione, rivelata ieri dal Comune, è stata decisa pochi giorni fa da Aces Europe, l'associazione no-profit con sede a Bruxelles che promuove lo sport in tutta Europa. «Questo nuovo riconoscimento non è un semplice titolo, un trofeo da mettere in bacheca. Al contrario, è la dimostrazione di un grande lavoro di squadra», commenta il sindaco Michele Guerra.
Il percorso
La candidatura di Parma a Capitale europea dello sport inclusivo è stata formalizzata da Aces Europe a Roma, il 10 novembre scorso, in occasione del Gala European city of sport, ospitato nel salone d'onore del Coni.
Dieci giorni dopo il comitato di valutazione dell'associazione è venuta a Parma per un sopralluogo delle diverse strutture della città, per concludere il percorso di candidatura al titolo. Pochi giorni fa è arrivata l'assegnazione del riconoscimento.
La motivazione
«Questo prestigioso riconoscimento celebra l’eccezionale impegno della vostra città nell’utilizzare lo sport come potente strumento di inclusione sociale, partecipazione comunitaria e promozione della cittadinanza attiva», si legge nella motivazione con cui Aces Europe ha conferito a Parma il titolo di Capitale europea dello sport inclusivo.
«Parma ha dimostrato, con coerenza e visione, che lo sport è molto più di una semplice attività fisica: è uno spazio in cui persone di tutte le età, provenienze e abilità possono incontrarsi, partecipare e crescere insieme. La forte tradizione di volontariato della vostra città - continua la motivazione - la vasta rete di associazioni e i programmi sportivi inclusivi sono diventati un esempio ispiratore in Europa».
La nota termina con un giudizio estremamente positivo sulla città, per quanto riguarda lo sport e l'inclusività: «Parma è oggi un modello di come il potere inclusivo dello sport possa trasformare i quartieri, responsabilizzare i cittadini e favorire una cultura della solidarietà».
«Competenze in campo»
«Siamo felicissimi per l'assegnazione di questo titolo, perché ci permette di rafforzare la nostra azione e di aiutare la città a prendere sempre più coscienza dell'importanza dello sport inclusivo», commenta il sindaco Michele Guerra, che lega questo riconoscimento ad un altro titolo di cui va molto fiero, quello di Parma Capitale europea dei giovani 2027. «Queste competizioni - commenta - si vincono solo grazie ad un attento lavoro di preparazione, durante il quale il Comune e la città devono mettere in campo tutto il loro patrimonio di conoscenze».
Nel 2027 Parma sarà capitale bis: dei giovani e dello sport inclusivo. Due ambiti legati tra loro, assicura Guerra. E forse non è un caso che la medaglia d'oro paralimpica Giulia Ghiretti, simbolo dello sport inclusivo, compaia nel video di candidatura di Parma capitale dei giovani.
«Opportunità per tutti»
«Essere Capitale dello sport inclusivo 2027 significa avere la responsabilità di continuare a costruire opportunità per tutti, senza barriere, e di diventare un modello europeo di comunità coesa e solidale», commenta Marco Bosi, assessore allo Sport. «È un traguardo - aggiunge - che ci riempie di orgoglio e che ci sprona a guardare al futuro con ancora più energia e visione. Ci tengo a sottolineare come non sia un riconoscimento a me o all'amministrazione, ma a tutto il sistema sportivo della nostra città che già dai primi anni 80 ha costruito una cultura di sport che ha permesso di arrivare fino a qua. Già da oggi lavoreremo per fare in modo che il 2027 sia un nuovo inizio e non un punto di arrivo».
I punti di forza
Tra i progetti più significativi considerati in sede di candidatura spicca il Palazzetto inclusivo di Moletolo, realizzato grazie ai fondi del Pnrr Sport e destinato a diventare, entro marzo 2026, un punto di riferimento nazionale per lo sport senza barriere. Giovedì invece è stato inaugurato il PalaCiti, che grazie alla riqualificazione è diventata una casa del basket senza barriere, pensata anche per gli atleti in carrozzina.
P.Dall.