Lutto
Addio al pittore dello Stirone. Fidenza piange Massimo Adorni
La città piange Massimo Adorni, il pittore dello Stirone. Borghigiano del sasso, aveva 87 anni. Era un artista talmente innamorato del suo torrente, che lo dipingeva in ogni stagione. Adorni era un fidentino doc, con origini nello storico quartiere Oriola, dove erano nati i suoi genitori.
Massaggiatore del Fidenza Calcio per trent’anni, Adorni, già dipendente della ex Vetraria, autodidatta, coltivava da sempre la sua passione per la pittura. E come amava raccontava, sin da ragazzo, andava spesso sulle rive dello Stirone, e là osservava il torrente in tutte le sue sfumature.
Colori pastello in autunno, esplosione di fiori e di verde in primavera, silenzio ghiacciato in inverno, in secca ma divertente d’estate. Così aveva fissato nella sua mente tutti questi particolari, iniziando poi a trasfonderli nelle sue tele. Ma anche i castelli dell’Alta Val Stirone, ritornavano spesso nei suoi quadri.
Insomma Adorni era un pittore–poeta, che appena poteva, fuggiva dal traffico caotico della città, per isolarsi nel verde delle campagne intorno al Borgo. Le sue opere sono state esposte anche in una grande mostra al centro culturale San Michele, a cura della Famiglia Fidentina.
«La pittura di Adorni – aveva ricordato Nino Secchi nella prefazione della locandina di presentazione – si caratterizza per essere realisticamente conforme alla realtà, pulita da accessori tonali ingombranti, diventando così armonia di colori e piacere, non solo per l’occhio del critico, ma anche per chi si avvicina alla pittura».
E’ importante altresì sottolineare la tematica delle sue opere, frutto di una carica interiore, di particolare sensibilità e di una naturale capacità di dialogare con la tela, col risultato di originale vigore, libertà di espressione, sensazioni recondite e sentimenti che lo hanno legato indissolubilmente al suo vissuto. Insomma un artista borghigiano che ha ritratto, con sensibilità e partecipazione spirituale i luoghi di casa, i colori, le sensazioni.
Ma Adorni amava anche lavorare il legno e pure qui aveva espresso la sua innata creatività. Sono ancora in tanti, in città, a ricordare le sue splendide natività, esposte al centro culturale San Michele, in occasione della rassegna dei presepi, della Famiglia Fidentina. Erano autentici capolavori artigianali, scaturiti da un materiale caldo come il legno e dalle sue abili mani, che suscitavano emozioni, in chi le ammirava.
Nei suoi artistici presepi, aveva ricostruito fedelmente il duomo, i vecchi angoli del borgo, con le case di una volta, dove si intravedevano dalle finestre, le cucine antiche che riunivano intorno alle mense a Natale, le famiglie fidentine, il caminetto dove scoppiettava la legna, i bambini che si rincorrevano, facendo a pallate di neve. Opere intrise di ricordi, nostalgia, atmosfere uniche di rara suggestione.
La scomparsa di Massimo Adorni, che ha lasciato la moglie, due figli, un fratello, i parenti, ha suscitato profondo cordoglio in tutta la città.
s.l.