Brianti: «Centri diurni aperti fino alle 21»

Assistenza agli anziani, cantieri e nuovi servizi

Antonio Bertoncini

Anche a Parma la popolazione anziana è in continuo aumento e di pari passo crescono i bisogni, che faticano a trovare risposta dai servizi sociali, nonostante l’intenso lavoro in atto per ottimizzare gli interventi e dotare la città di nuovi servizi.

I numeri presentati dall’assessore Ettore Brianti in commissione consiliare evidenziano l’ampio ventaglio di attività in favore della popolazione nella terza età, ma dicono anche che siamo ancora lontani dal rispondere alle persone in condizione di non autosufficienza. A fine 2024 a Parma vivevano 45.338 over 65 (pari al 22,5% della popolazione) di cui 24.940 avevano passato i 75 anni. Le stime per il futuro dicono che la percentuale degli anziani salirà al 25,6% nel 2033 e ad oltre il 30% nel decennio successivo.

Gli anziani non autosufficienti presi in carico dai servizi socio-sanitari sono 3.038 (1.866 da nuove segnalazioni), di cui un quarto ospitati nelle varie tipologie di Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). I Centri diurni accolgono 343 persone, mentre sono 1140 quelli seguiti dall’assistenza domiciliare, 508 sono gli assegni di cura erogati e 72 le persone in alloggi condivisi.

Particolarmente significativo è il bisogno di servizi residenziali: i posti accreditati dal Comune di Parma sono 748, pari al 2,85% dei residenti sopra i 75 anni di età, a fronte di un obiettivo del 3%, ormai a portata di mano. Fra gli ospiti delle Case di residenza anziani, l’età media è di 83 anni, il 68% percepisce l’assegno di accompagnamento e il 51% paga in proprio, mentre il Comune partecipa alle spese per l’altra metà. I costi per le Case residenze anziani sono pari a 102 euro al giorno. Per chi ne ha titolo, il Fondo Regionale per la non Autosufficienza contribuisce con 48 euro giornalieri di integrazione delle rette nei posti convenzionati.

Nel 2025 il Comune ha speso a questo scopo oltre 5,7 milioni di euro. Le liste d’attesa sono sempre elevate: nel 2020 sono state inserite nelle Case di riposo 280 persone con una lista di attesa di 470, nel 2024 gli inserimenti sono stati circa 250, ma la lista d’attesa è lievitata fino a sfiorare quota 700. La spiegazione la fornisce l’assessore Brianti: «Oltre alla dinamica demografica e alle valutazioni sui bisogni in vista degli inserimenti, che sono molto rigorose – dice Brianti – c’è da considerare una serie di interventi di ristrutturazione che hanno ridotto temporaneamente la disponibilità, che verrà ampiamente recuperata nel prossimo biennio, con circa 180 posti aggiuntivi da “Nuove Tamerici” (75 posti), ristrutturazione “Ines Ubaldi” a San Leonardo (26 posti in più) e nuova casa in costruzione in via La Spezia (70 posti)». «Comunque – sottolinea Brianti – il Comune considera centrale la domiciliarità e tanti sforzi sono fatti con l’obiettivo di mettere in condizione gli anziani di stare nella loro casa, adeguatamente accuditi. A questo proposito si stanno mettendo in campo una serie di interventi, fra i quali l’apertura dei Centro Diurni fino alle ore 21».

L’assessore ha fatto il punto anche sui cantieri aperti, che forniranno nuove opportunità di dare risposte ai bisogni. In particolare la struttura Tamerici di Asp metterà a disposizione 75 posti residenziali e 20 nel centro diurno, mentre nel Centro Servizi di San Leonardo, la cui ristrutturazione sarà ultimata nel 2026, saranno ospitati 51 anziani residenziali e 25 nel servizio diurno, oltre a 3 alloggi protetti. Sarà ampliato anche il Centro Diurno Gulli e nel comprensorio del Romanini saranno ricavati con fondi Pnrr 14 alloggi per 20 ospiti. Il 2026 sarà soprattutto l’anno del Mosaico Abitativo realizzato nell’area che ospitava il Centro XXV Aprile: ci saranno 60 alloggi popolari (Erp e Ers) e 11 destinati a studenti, e nella “Senior Court” troveranno casa 62 persone anziane in 36 alloggi.

L’assessore e le funzionarie del settore hanno quindi illustrato il progetto sulle “dimissioni difficili” dai ricoveri ospedalieri di anziani privi di adeguato sostegno a domicilio. Nel 2025 il Comune spenderà per i fondi della non autosufficienza poco meno di 20 milioni di euro. In conclusione, le risposte sono in aumento significativo e i progetti in corso sono rilevanti, ma il traguardo è ancora lontano: infatti, la valutazione dei bisogni secondo le proiezioni dai dati Istat dice che a Parma vivono 6.700 persone non autosufficienti per le necessità quotidiane (il 13 % degli over 65), di cui 3040, oltre alle 400 famiglie che si sono rivolte allo sportello Clissa (consulenza per ricerca operatori a domicilio), sono state prese in carico dai servizi sociali.