BARDI

Arandora Star, prende vita il film contro la barbarie della guerra

Laura Caffagnini

«L’Arandora Star rappresenta un messaggio universale per i popoli contro la barbarie della guerra; il film è una grande occasione per parlarne, in un momento in cui stiamo correndo il rischio di dirigerci verso il baratro».

A parlare è Danilo Caracciolo, regista di «Arandora Star - 2 luglio 1940», che ieri a Bardi al Palazzo Maria Luigia ha compiuto la seconda giornata di casting (la prima, sabato, a Bologna) del docufilm ispirato alla strage di civili più grande della seconda guerra mondiale. Una trentina di candidati e candidate dalla provincia di Parma e dal nord Italia hanno partecipato ai provini condotti dal regista con la produttrice Giusi Santoro di PopCult, l’aiuto regia e storico Davide Musumeci e l’assistente di produzione Lorenzo Trevisan.

«Sono state due giornate sorprendenti con attori o aspiranti attori, tanti ragazzi desiderosi non solo di partecipare al progetto per le proprie aspirazioni, ma anche perché la storia ha suscitato in loro grande curiosità e li ha riconnessi a vicende del loro passato: situazioni complesse come quella della tragedia che ha spaccato famiglie. Sono arrivate più di 350 richieste, abbiamo dovuto fare una scrematura iniziale anche perché i ruoli attoriali sono limitati trattandosi di un docufilm che unisce documentario, fiction e animazione».

Per il consigliere regionale Matteo Daffadà, presente con l’assessore comunale di Bardi Roberto Bertorelli e l’assessora di Borgotaro Martina Fortunati, «il nostro sogno sta diventando realtà. Stiamo facendo ognuno la propria parte, oggi è una giornata di soddisfazione per le nostre valli e per Bardi, dove è nata l’idea del film, e che rappresenta un simbolo».

Al casting sono stati esaminati una trentina di donne, uomini e due bambine con esperienze di comparse o ruoli di co-protagonisti in serie tv e spot pubblicitari.

Giusi Santoro ha scoperto la storia dell’Arandora Star attraverso Daffadà. «Noi della PopCult siamo specializzati in documentari, abbiamo ripreso diverse storie, ma questa per noi è una storia unica con un ponte pazzesco tra paesi. Facendo ricerca abbiamo scoperto un mondo: le famiglie trasversali degli emigranti italiani che rappresentano le comunità al di là delle nazionalità, che è quello che vogliamo raccontare. Non ci sono vincitori o vittime, nella guerra sono tutti perdenti».

La produzione, finanziata dalla Regione Emilia Romagna e sostenuta dalle realtà di Val Ceno e Val Taro, è cresciuta con l’entrata di Der Spiegel tv. A gennaio si sceglieranno gli interpreti di Edward Wallace Molton, comandante inglese dell’Arandora Star, e di Otto Burfeid, capitano della marina mercantile tedesca prigioniero sulla nave, insieme nel salvare naufraghi e morire; del comandante dell’U-boot tedesco Gunther Prien, dello speaker della Bbc Rupert Limentani, della famiglia Feraboli, e del medico Zezzi. Figure, alcune romanzate, che rappresentano tutte le vittime dell’affondamento. Giuseppe Conti, del Comitato pro vittime Arandora Star, sarà la voce narrante nelle parti di documentario.

Laura Caffagnini