LUTTO

Addio a don Luigi Maggiali, storico parroco di via Bixio

Parroco, teologo, insegnante, assistente spirituale. Don Luigi Maggiali è stato una figura poliedrica, un sacerdote - scomparso ieri a 90 anni - che ha portato avanti molteplici servizi e incarichi nel corso della sua lunga esistenza, tutti guidati dalla «bussola» della misericordia e dall'attenzione alla singola persona.

Prete da 67 anni

Don Maggiali era stato ordinato prete il primo novembre 1958, a soli 22 anni. Come lui stesso amava ricordare, «per poter essere ordinato ci volle un permesso speciale del Vaticano, perché ero troppo giovane rispetto a quanto prevedevano le regole». Lo zio, monsignor Andrea Maggiali, era stato a lungo parroco di San Sepolcro.

Il legame con Ognissanti

L'esistenza di don Maggiali è sempre stata strettamente legata alla parrocchia di Ognissanti, dove ha trascorso gran parte della sua vita di prete. Parroco della chiesa di via Bixio per quasi mezzo secolo (47 anni), appena ordinato aveva ricevuto come primo incarico quello di cappellano proprio a Ognissanti, a fianco dell’indimenticato monsignor Domenico Magri.

Gli anni di studio a Roma

Il vescovo Colli lo aveva mandato a Roma a studiare all’Università Gregoriana, dove don Maggiali si era laureato in teologia.

Tanti i ricordi positivi di quell’esperienza. «Avevo degli insegnanti meravigliosi, tra cui il cardinal Martini – raccontava -. Erano gli anni del Concilio Vaticano II e l’esperienza che ho vissuto mi ha completamente trasformato. Una volta tornato a Parma ho iniziato a insegnare teologia ai seminaristi, ai religiosi Cappuccini e successivamente anche ai laici».

Trent'anni al Romagnosi

Don Maggiali ha insegnato per più di trent’anni religione al liceo classico Romagnosi. Anni indimenticabili, «ho imparato tanto dai miei studenti - ricordava - che ancora mi fermano per strada e mi chiamano “prof”».

I libri di teologia

Autore di oltre una decina di libri legati alla fede e alla teologia, don Maggiali faceva parte dell’Associazione teologica italiana. Una teologia nata «dal piacere di stare in mezzo alla gente e ai miei parrocchiani, in un continuo dialogo e confronto - amava ripetere - . Anche come prete non sono mai stato solo, perché ho sempre vissuto in comunità. Mi incontro spesso con i parroci delle parrocchie confinanti perché una delle più grandi povertà di oggi è la mancanza di rapporti umani».

Assistente del Parma

Don Maggiali è stato l’assistente spirituale del Parma calcio fin dai tempi della squadra allenata da Nevio Scala. «Si era creato un ambiente di amicizia affiatato, che è rimasto nel tempo - aveva spiegato alla «Gazzetta» nell'intervista per i suoi sessant'anni di sacerdozio -. Ho incontrato tanti campioni che spesso venivano a messa qui a Ognissanti. Asprilla si metteva sempre in fondo, Fabio Cannavaro invece mi ha regalato un calcetto per i ragazzi dell’oratorio. Oggi continuo questo servizio incontrando i calciatori e dirigente della prima squadra e delle giovanili nella prossimità del Natale e in altri momenti significativi dell’anno. È bello stare con loro e portare una testimonianza cristiana».

«Gratitudine e affetto»

Il vescovo Enrico Solmi ricorda con gratitudine e affetto don Maggiali. «Lo ricordiamo per il suo servizio pastorale - afferma - votato alla parrocchia di Ognissanti, per la sua disponibilità all'aiuto di tanti confratelli, per il suo amore per la teologia. Non dimentichiamo poi il servizio che svolgeva come predicatore. Con la morte di don Luigi Maggiali arriva alla casa del Padre un altro sacerdote che ha segnato profondamente la nostra Chiesa e la nostra città».

«Una persona cara»

Luigi Apolloni era molto legato a don Maggiali. «Se ne va un punto di riferimento per tante persone, anche per chi non credeva - dichiara -. Provo un grande dispiacere perché aveva celebrato le mie nozze ed era una persona cara. Lo conosco dagli anni Novanta, quando frequentavo le sue funzioni, è stato un punto di riferimento per me e per la mia famiglia. Ogni volta che lo incontravo lui era sempre attorniato da ragazzi, da persone che cercavano sostegno, aiuto e consiglio».

«Grande dolore»

«Faceva parte di quella grande famiglia che era il "nostro" Parma - sottolinea Lorenzo Minotti -. Legato alla famiglia Tanzi, don Maggiali era sempre con la squadra ed era diventato un riferimento. Tanti di noi al sabato, prima del ritiro, andavano a messa nella sua chiesa. Spesso veniva in ritiro con noi, faceva una chiacchierata con Scala e con lo staff. Si poteva sempre contare su di lui. È una delle persone a cui rimarrò sempre legato».

Parole ribadite da Sandro Melli: «Era una bellissima persona che ho conosciuto tramite la famiglia Tanzi. Personalmente posso dire solo cose positive su don Maggiali».