Comune
Lubiana-San Lazzaro, i residenti a tu per tu con la giunta: «bocciata» la viabilità
C'è chi ha fatto presente «l'illuminazione scarsissima, e quindi pericolosa, di via Sidoli». Chi «la mancanza di piste ciclabili» nelle zone al di fuori di via Budellungo. Chi, invece, ha sottolineato la pericolosità della pista ciclabile di via Parigi: «O ci si ferma, o si tirano sotto i ciclisti». Il tallone d'Achille dei quartieri San Lazzaro e Lubiana sembra essere lo stesso: la viabilità. Per il resto, «qui si vive bene».
Così dicono i residenti, che ieri sono intervenuti durante l'ultimo appuntamento de «La giunta nei quartieri», una serie di incontri tra sindaco, assessori e i cittadini. «Il quartiere San Lazzaro è uno dei quartieri più popolosi della nostra città, pieno di funzioni, di vitalità e che rispetto ad altri conosce meno problematiche - afferma il sindaco Michele Guerra -. Abbiamo tanti progetti anche Pnrr che riguardano spazi significativi come le aree verdi e il vecchio municipio, che rivivranno nei prossimi mesi». Interventi che saranno indispensabili per «rendere ancora migliore la vita di questo quartiere - aggiunge Guerra - da cui ogni tanto arrivano segnalazioni che riguardano la mobilità e il traffico, uno dei nodi più delicati». E la promessa è questa: «Continueremo a lavorarci».
Dalle sedie del centro giovanile Federale, si alternano richieste e appelli. Chi abita a Marore o a Coloreto non può muoversi a piedi o in bicicletta - fa presente Carlo Achilli -: non ci sono collegamenti per la mobilità dolce». E sottolinea come alcune strade, fra cui via Budellungo, strada del Lazzaretto, e in generale la zona di via Sidoli, «siano di una pericolosità assoluta: l'illuminazione è davvero scarsa, non si vede nulla». Risponde subito l'assessore ai Lavori pubblici Francesco De Vanna, che assicura: «L'amministrazione sta portando avanti una riqualificazione complessiva della pubblica illuminazione - spiega - per cui la vecchia rete verrà sostituita con una nuova illuminazione più efficiente».
Ma i problemi continuano. «La zona degli stradelli è abbandonata, gli alberi non vengono potati da anni, l'illuminazione è pessima e i rifiuti vengono lasciati ovunque e ci sono buche dappertutto: fateci un giro, quando potete, e osservate la situazione in cui versano», fa notare Lino, un residente. «Sulla questione dei rifiuti abbiamo fatto tanto, ma c'è ancora da migliorare - ammette l'assessore alla sostenibilità, Gianluca Borghi -. Un anno fa abbiamo raddoppiato i giri per raccogliere i rifiuti abbandonati ». Inoltre, il dialogo con Iren è costante: «Abbiamo sollecitato Iren a riconoscere agli operatori, ai lavoratori, un aumento di stipendio», fa sapere Borghi.
Arriva, poi, un appello anche da San Prospero: «Il traffico è allucinante, non oso immaginare quanto siano i livelli di inquinamento in questa zona: è necessaria una viabilità alternativa, una via Emilia Bis».
Passati in rassegna i problemi più «materiali» e concreti, c'è anche chi riflette sul senso di appartenenza: «A questo quartiere manca un'identità - sottolinea un residente di via Grenoble -. Ci sono altre zone della città molto più “forti” da questo punto di vista come l'Oltretorrente e il San Leonardo». Si può intervenire anche su questo? «Dobbiamo lavorare più per i giovani e con i giovani - riflette il residente -: lancio una proposta: perché, a chi partecipa ai Laboratori di quartiere, non proponete una formazione insieme a voi amministratori?». Idea che è piaciuta a tutti, Giunta compresa. Perchè «sa di condivisione e soprattutto di futuro».
Anna Pinazzi