LUNEDÌ A COLLECCHIO

Un grande concerto: ci sarà anche il violino realizzato con il barcone dei migranti

Lucia Carletti

Collecchio «Una musica viene dal mare»: attraverso il Mediterraneo, fino a Lampedusa e poi fino a Collecchio, una piccola barca senza motore - intercettata più di un anno fa in balia del mare con a bordo 14 uomini provenienti dal Gabon e dalla Tunisia partiti in cerca di un futuro migliore - ha trovato nuova vita nella sua trasformazione.

Il suo legno è diventato un violino, frutto della maestria artigiana di Giorgio Giliotti, appassionato maestro liutaio di Belforte, frazione di Borgotaro, e alcuni piccoli strumenti musicali realizzati dai ragazzi della scuola media di Collecchio.

Il progetto vedrà il suo pieno compimento lunedì sera alle 21 nella chiesa parrocchiale del capoluogo con il concerto di Natale, a ingresso libero, per violino e arpa.

Protagonisti saranno due artisti d’eccezione: Mihaela Costea, primo violino di spalla e solista a livello internazionale oltre che stimata docente, e Davide Burani, musicista dedicato a un’intensa attività di concerti come solista e camerista, di collaborazioni orchestrali e di insegnamento accademico.

«Ad affiancare il repertorio classico dei due maestri, che ringrazio per la disponibilità e la sensibilità non comune, - sottolinea la sindaca Maristella Galli - saranno eseguiti alcuni brani con questo violino ''del mare'' molto particolare. Simbolo delle tragedie del mare e delle speranze che trasporta, la barca (che alla fine del 2024 era rimasta esposta davanti alla sede municipale, ndr) si è fatta musica per riaffermare, attraverso un linguaggio universale che unisce le persone al di là delle parole e delle frontiere, la dignità di ogni essere umano».

Approdato a scuola, il progetto ha accolto l’interesse delle docenti di educazione musicale Cristina Fava e Alessandra Marconi, che hanno tenuto le fila progettuali e coinvolto gli studenti e chi in modo volontario ha aiutato nel costruire e condividere questa esperienza con i ragazzi.

Soddisfazione anche da parte del dirigente scolastico Giovanni Brunazzi: «Il coinvolgimento della scuola ha un valore simbolico profondo. Innanzitutto educativo e valoriale di condivisione di un’idea di società che supera gli steccati e gli stereotipi attuali, e che vede nei ragazzi e nelle nuove generazioni un segno concreto di speranza di un mondo che valorizza le diversità e appiana le disuguaglianze. E anche, e soprattutto, per il modo nuovo, concreto, di «toccare con mano» che idee e valori si possono apprendere non solo con la mente ma con i sensi, con i quali dobbiamo ''sentire'' le difficoltà degli altri e rispondervi».

Lucia Carletti