Il contest
I migliori anolini delle gastronomie della Bassa e della città: premiata l'eccellenza
Alzi la mano chi fa gli anolini in casa? Pochi ormai, ma le gastronomie ci vengono incontro con sfoglia tirata a mano e ripieno di una volta.
La ricetta? Ognuno ha la sua, ma «l'occhio alle materie prime fa la differenza», assicura Sandro Piovani, che alla premiazione del miglior anolino della Bassa e di Parma non nasconde la difficoltà della giuria nel decretare i vincitori, vista la qualità della pasta ripiena: «Le nostre competizioni sono rigorose - continua il giornalista della Gazzetta di Parma e responsabile dell'inserto «Gusto» -. La giuria assaggia gli anolini, che vengono presentati in completo anonimato e il notaio certifica la regolarità del contest. Ci impegniamo molto per cercare di selezionare prima le gastronomie e sono felice di annunciare che sono sempre di più quelle che partecipano: questo significa che la competizione si è alzata e la commissione giudicatrice ha il suo bel daffare, tant'è che il nostro lavoro inizia a settembre». Un contest sempre più atteso, quello per gli anolini, che siano di magro o di stracotto, illuminano le feste. Con quel profumo di brodo appena fatto che scalda il «cuore» in famiglia. Per tutti è il rito e la premiazione dei migliori nella sede di via Mantova è tradizione: «È l'atto finale di una disfida molto sentita - sottolinea il direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi -, che nasce all'interno di "Gusto", il nostro storico inserto del giovedì dedicato a un tema che nella capitale della food valley è centrale. Anche quest'anno il compito della giuria è stato arduo, perché tutti gli anolini sono di ottima qualità». Si parte dalla Bassa e al terzo posto c'è la «Gastronomia a tavola» di via Brambilla a Fontanellato: «Siamo molto felici - dice Marilena Bozzetti, in rappresentanza anche della figlia Erika Bussolati -. Da sempre sono io che faccio il ripieno e la signora Katia la sfoglia: è talmente svelta che sembra una macchina. Usiamo la farina adatta e il Parmigiano di 28, 40 e 60 mesi, che si aggiunge al pane scottato con brodo buono e alle uova». Al secondo posto «Il Bottegaio» di Roncole Verdi e al primo «Parmamenù» di via Montalcini a Fidenza, in piedi da quasi 60 anni: «La gastronomia è stata fondata nel 1966 da mia mamma Giuliana e da papà Emilio - ricorda il titolare Massimiliano Carpanese, accompagnato dal figlio Giulio -. Siamo orgogliosi di questo primo posto, grazie alle nostre cuoche Nicole e Samanta. La lavorazione degli anolini è tutta a mano e usiamo le farine della nostra azienda agricola. Sono io che seleziono il Parmigiano di due stagionature: 24 e 30 mesi. Il segreto? Assaggiare sempre». Per i migliori anolini della città al terzo posto «La Rocca Romani» di via Emilio Lepido: «Abbiamo una produzione allargata - risponde il titolare Silvano Romani - e cerchiamo sempre di mantenere la qualità. Il premio è la conferma del nostro lavoro e uno stimolo a migliorare sempre di più: la pasta ripiena è nel dna della mia famiglia, che con papà Severino e mamma Bruna ha aperto il primo negozio proprio alla Rocca nel 1965. Oggi è mio figlio Marco a gestire i laboratori della pasta fresca, la gastronomia e il reparto dolci: per fortuna la passione continua. Colgo l'occasione per ringraziare tutte le mie brave sfogline, capitanate dall'instancabile Mery». Al secondo posto la «Salumeria Nadotti» di piazzale Lubiana, aperta da 13 anni anche se «mio nonno Bruno Nadotti aveva aperto nel 1954 la storica salumeria di Collecchio - spiega Andrea Pellicelli -. La pasta fresca viene fatta da Erika Dallari, che per gli anolini segue la ricetta di sua nonna Rina. Avendo poi la macelleria e i formaggi riusciamo sempre a fare un buon ripieno». Al primo, la «Salumeria Parmigiana» di borgo del Gallo con la titolare Laura Gennari, Patrizia Toma e Felice Pindaro: «Siamo stracontenti - confessano -: è una grande soddisfazione». Qui, la regina degli anolini è Patrizia: «Li faccio come a casa con la ricetta di mia mamma Maria e con lo stracotto che cuoce almeno 9 ore». Il premio? «Lo dedichiamo a tutta la squadra, per l'impegno e la cura».
Mara Varoli
La precisazione
Gli anolini di Romani costano 38,80€
Per un errore nella composizione della classifica degli anolini di città, ieri abbiamo pubblicato alcuni prezzi errati degli anolini.
In particolare, vogliamo precisare che gli anolini de La Rocca di Romani costano 38,80 euro al chilo (e non 44) mentre per quanto riguarda la Casa del Formaggio il costo è di 44 euro al chilo e alla Salumeria Garibaldi è di 40,50. Ce ne scusiamo con i lettori e con i diretti interessati.